Romance

Niva White - Romance

Ultima intervista Romance di Agosto e siamo a metà del percorso di questa mia iniziativa . 

Oggi, come anticipato precedentemente , parleremo con Niva White , autrice di "A come…", che ci racconterà di sé e del suo essere scrittrice.

-Ciao Niva , ci puoi raccontare qualcosa di te?

Niva White, classe 1989, scrivo sotto pseudonimo (unicamente per preferenza al mio nome). Il nome è nato durante una vacanza a Barcellona con la mia migliore amica quando da Starbucks hanno sbagliato a scrivere il mio nome su un bicchiere da asporto. Sono nata e vissuta in provincia di Milano e mi sono da sempre appassionata a scrittura, lettura, danza, teatro e cinema, tanto da concentrarvi gli studi, oltre agli hobby, con il conseguimento di una laurea magistrale in Scienze dello spettacolo. Sono attualmente impegnata nei ruoli di commessa e mamma, ma fare la scrittrice è l'unico mestiere che non ha mai abbandonato i miei sogni proiettati verso il futuro “da grande”. Che poi io sia riuscita a diventarlo o meno è un'altro discorso.

 - Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

La scrittura è qualcosa che mi ha sempre affascinata fin da quando ero piccola. Ho sempre scritto diari personali e qualche storia. Alle superiori con la mia amica d’infanzia abbiamo dato vita a numerose storie che, tuttavia non hanno mai avuto conclusione e in realtà io ero dedicata prettamente alla componente cinica e comica e lei alla sezione romantica. Poi nel 2015, dopo la rottura con il ragazzo storico, in maniera paradossale, vista la fine di una storia d’amore, mi sono appassionata al genere romance senza riuscire a smettere di leggerne. Così, ispirata da quel che leggevo e dal periodo ho dato origine ad " A come…" salvo interromperlo e arrivare ad iniziare e concludere "Se vuoi incontrarmi cercami in un imprevisto", che ho pubblicato come primo romanzo in self. "A come…" ha comunque continuato a bussare alla porta e alla fine l’ho portato a termine.

- Hai sempre scritto solo Romance?

Quando ero piccola ero molto più legata al fantasy, ma non ho mai concluso racconti. Attualmente mi dedico unicamente al Romance.

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Da bambina la mia autrice preferita è sempre stata J.K.Rowling, sono parte della generazione cresciuta con "Harry Potter", è stato pressoché inevitabile; ora le mie autrici preferite sono Anna Premoli, Felicia Kingsley e Joanne Bonny.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Sono appassionata di danza, teatro, cinema e fotografia, tutte cose che ho praticato o studiato e che adoro per il senso di libertà alla pratica, la curiosità di immedesimazione e di interpretazione di un attore, ma anche di realizzazione di una scena o fotogramma in un determinato modo da parte di un regista.

- Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

Con la prima pubblicazione mi sono buttata un po’ allo sbaraglio conoscendo poco del mondo self ma ispirata dal lavoro di alcune autrici di cui ho piacevolmente letto opere e che sono arrivata a stimare. Non ho praticamente promosso il romanzo, quindi è andato un po’ da sé. Dopo la partecipazione ad un evento organizzato da due autrici e la nascita di un’amicizia, seppur virtuale, con loro e le altre autrici selezionate, ho carpito alcune dritte e con "A come…" ho cercato di metterle in pratica per dargli maggiore visibilità.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

L’ispirazione per una storia viene un po’ per caso e un po’ ovunque, ascoltando una canzone, leggendo un libro, una notizia o una storia, riflettendo su eventi personali. Solitamente faccio una scaletta o una sinossi specifica con i punti fondamentali (eventualmente alcuni episodi vengono aggiunti in corso di stesura) e un elenco dei personaggi (soprattutto per non perdermi con i nomi se dovessero essere numerosi). Infine attacco a scrivere, alle volte neanche in ordine: "A come…" è nato con capitoli scritti prima di altri anche se dovevano venire cronologicamente dopo, a seconda di come mi sentivo ispirata sul momento.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

La ricerca è sempre molto importante sia per conferire la possibile veridicità alla storia, sia per aiutare maggiormente il lettore ad immedesimarsi e a immaginarsi le azioni che va a leggere.

- Quando è come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia?

Solitamente lo decido in base alla sinossi e in base a una scena clou, me la immagino in testa e cerco di capire se può suonare meglio in terza o prima persona e se può essere interessante vederla dal punto di vista di entrambi i personaggi o solo uno. 

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall 'esterno?

Entrambe le cose: a volte è bene immedesimarsi per cercare di descrivere al meglio le sensazioni che provano i personaggi e restituirla il più fedele possibile al lettore in modo che possa immedesimarsi, altre volte la guardo da fuori per capire come potrebbe effettivamente guardarla un lettore che non la vive realmente in prima persona per capire quanto possa immedesimarsi.

- Quali sono gli elementi per un buon Romance?

Senza dubbio l’amore: il trasporto dei due protagonisti l’uno per l’altra, siano questi mascherati da iniziale odio, amicizia che tramuta in altro o disinteresse. Credo siano poi fondamentali l’ironia, la curiosità (per voler arrivare a conoscere come i due protagonisti arriveranno al lieto fine, aspettato o meno) e una buona caratterizzazione dei personaggi.

- Quali sono i pregi e difetti del self publishing?

Il pregio primario è sicuramente quello di poter scegliere tutto: dalla copertina, al prezzo, all’impaginazione, all’inserimento o meno della playlist… davvero tutto. Il difetto è che non avendo un’effettiva linea guida, per quanto uno possa affidarsi ad un editor o a un grafico, il rischio è sempre quello di presentare un prodotto poco curato e che, trattandosi di self e non avendo, magari, il nome di una CE a “garanzia”, non invogli la gente ad avvicinarsi all’opera.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione , metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Tanta emozione e tanta ansia: piacerà? Non piacerà? Sarò riuscita a trasmettere davvero le emozioni giuste? È un po’ come quando educhi tuo figlio e poi va a scuola: si starà comportando bene? 

- Vuoi parlarci brevemente del tuo ultimo romanzo pubblicato?

Ho da poco pubblicato "A come…" un romanzo che, come ho accennato, ha avuto un’incubazione parecchio lunga dovuta a momenti di mancanza d’ispirazione e ad attimi in cui ho pensato di stravolgere il racconto più volte. La storia vede Amelia e Aron, dalle abitudini diverse e dalle vite differenti, condividere un appartamento come coinquilini. È una commedia romantica, quindi presenta gaffes, incomprensioni, momenti divertenti, e tutti gli ingredienti del genere che spero di essere riuscita ad amalgamare in un giusto mix. 

Cara Niva è stata una bella chiacchierata , grazie per la disponibilità e Buona Fortuna per tutto.

Alla prossima 😉

© Silvana Casetti

 

Giovedì sempre Romance con Sara Mazzulla

 

 

Romance

Giada Grimaldi - Romance

Ultima Domenica di Agosto dedicata al romance e a una persona solitamente un po' timida che oggi ci svelerà grandi cose di sé .

È giunto il momento di Giada Grimaldi

-Eccoci qua Giada , cosa ci racconti?

🌟

Prima di tutto ti ringrazio per questa opportunità❤

Su di me c'è poco da dire. Sono un'insegnante precaria di 37 anni, mi piace tanto lavorare con i bambini soprattutto con l'infanzia, infatti preferisco di gran lunga accettare supplenze lì che alle elementari. Sono una persona molto positiva, cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno perché ritengo che la vita sia un dono meraviglioso da onorare sempre. Ho un marito fantastico, e sono una chiacchierona senza freni, e una golosa di quelle che di notte sognano i dolci. Da buona napoletana buongustaia sfogliatelle e babbà per me sono il top.  

 - Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

🌟

Mi piace leggere da quando ne ho memoria, e ho sempre inventato storie, anche a scuola ai bambini amo raccontare fiabe o favole inventate da me, o comunque rivisitate. Ma non ho mai avuto il coraggio di pubblicare fino a quando Paoletta Maizza mi chiese di leggere "Take my breath away". Credo che non avrei mai fatto il passo successivo se non avessi avuto lei. Per me è sempre stato un passatempo, una passione e soprattutto non ho mai pensato di poter essere all'altezza della situazione. Sicuramente non lo sono ancora, ma ringrazierò sempre Paoletta, e tutti i miei lettori, per avermi aiutata a realizzare un piccolo sogno.

- Hai sempre scritto solo Romance?

🌟

Come lettrice non prediligo solo romance. Come autrice sì, mi piace parlare dell'amore e del lieto fine perché ci credo. Ci credo nonostante tante situazioni difficili, tanti momenti dolorosi, io sono fermamente convinta che l'amore può tutto. Anche quando è doloroso o finisce, è un sentimento bellissimo e mi piace parlarne. Con la novella di Natale mi sono spinta in un romance magico, e ti dirò magari continuando con gli studi potrei realizzare un altro piccolo sogno scrivendo storie per bambini, magari magiche. Ma ho tanto da imparare, sono solo una piccola e semplice scribacchina alle prima armi.

 - Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

🌟

Che bella domanda. Da piccola i romanzi di Frances H. Burnett sono stati i primi letti, da lì è stato un crescendo. Sicuramente Jane Austen è tra le mie preferite, ma ho nel cuore anche Charles Dickens e Oscar Wilde. Amo molto la letteratura inglese, più di quella italiana. Tra gli autori romance moderni, beh direi che prima su tutte Lisa Kleypas, che scriva storici o contemporanei, lei è sempre la regina del mio cuore. Potrei continuare all'infinito, perché sono una grande fan di Harry Potter, Twilight e il Signore degli anelli. Mi fermo qui, e mi tengo per me gli autori italiani, altrimenti ci vorrebbe troppo tempo😜

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

🌟

Altra bella domanda. Fino ai 25 anni sono stata una ballerina di social Dance sincronizzato, i cosiddetti balli latini di gruppo. Ho vinto più volte le nazionali, poi mi sono fermata per motivi di salute. Amo la musica, per me è ossigeno, però sono una appassionata di arte in generale. Vediamo un po': la storia è la mia passione, infatti avrei sposato Alberto Angela ad occhi chiusi, quindi mi piace viaggiare e scoprire i posti, visitare musei e soprattutto castelli, poderi ecc. Invece per quanto riguarda la pittura, mi è sempre piaciuto l'impressionismo, Cezanne, Manet e Monet i mie preferiti. E anche qui mi fermo perché altrimenti vi annoierei 

 - Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

🌟

Io sono all'inizio. Le difficoltà sono mille ed è giusto così. Io sono sempre felice di ciò che ottengo, e mi impongo di ricordare che la cosa importante è studiare, migliorarsi e soprattutto essere sempre sereni nel fare ciò che si fa. Per me è importante essere sempre umile, imparare da chi ha esperienza, ricordare i consigli, leggere tanto, guardare al passato e al presente e accettare le critiche. 

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

🌟

Sai che non ti so rispondere? Di solito sono avvenimenti reali che mi ispirano. Inizio a pensare come mi comporterei io, o come vorrei andassero le cose e poi nasce tutto in modo naturale. Per esempio "Take my breath away" nasce dalla mia passione per l'attore Tom Hardy. Da ragazzo ha avuto seri problemi di alcol e droga, ha cercato di uscirne, ma la scintilla che lo ha portato fino ad oggi è stato l'incontro con sua moglie. Io ho fantasticato su come e cosa possa essere successo, e sono nati Lucas e Alessia. Con " Un nuovo sorriso " il discorso è diverso. La storia di Danika è Jason la conosco molto bene, mi ha colpita, e ne ho approfittato per parlare del vaginismo. Il 2%della popolazione femminile ne soffre, e spesso è la conseguenza di una violenza sessuale. In chiave romance ho cercato di raccontare di come ancora una volta l'amore può aiutare anche se non guarire del tutto. Danika e Jason esistono, tutto ciò che è stato raccontato e che riguarda loro due e il vaginismo è reale, e il loro amore è una speranza per tante donne che soffrono perché si sentono rotte o sbagliate.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

🌟

È importantissimo. Direi essenziale. Rispetto ai tempi andati internet ci aiuta moltissimo in velocità e praticità. Capisco che delle volte per ragioni legate alla storia qualcosa si può modificare, però non mi piace quando si ignorano aspetti importanti e fondamentali, quando ci vuole davvero poco per evitare grossi strafalcioni.

 - Quando è come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia?

🌟

Nel mio caso, è in base alla storia. In "Take my breath away" ho usato la terza persona perché per il tipo di storia mi sentivo più sicura con un punto di vista onnisciente. Invece con "Un nuovo sorriso " ho usato pov alternati in prima persona, l'ho trovato più adatto ai personaggi.

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall 'esterno?

🌟

Cerco sempre di entrare in sintonia con loro, soprattutto se lontani dal mio modo di essere. Per esempio con il nuovo romanzo ho avuto molte difficoltà con il personaggio femminile, perché molto lontano da me, e quindi ho fatto ricerche e parlato con persone che erano più vicine al personaggio, dopo di che ho fatto il possibile per comprendere in pieno tutte le emozioni. Spero solo di esserci riuscita, credo di non avere ancora abbastanza esperienza.

 - Quali sono gli elementi per un buon Romance?

🌟

Il Romance abbraccia così tante categorie che è difficile spiegare in poche righe quando abbiamo un buon Romance. Per me, per i miei gusti, un buon Romance deve avere il lieto fine, di far volare la mente anche illudendoci che nella vita tutto si può superare. Mi piacciono le storie drammatiche e sofferenti ma che abbiano un lieto fine classico. Se leggo 300 e passa pagine di momenti struggenti poi voglio la ricompensa. Infatti non sono una appassionata di sick lit.

 - Quali sono i pregi e difetti del self publishing?

🌟

Sono troppo alle prime armi per poterti rispondere. Sicuramente grava tutto sull'autore. Non c'è nessuno su cui appoggiarti se non su te stesso. Ogni scelta dall'editor giusto al grafico per la cover sono tue scelte, tue responsabilità e di nessun altro. E poi c'è tutta la parte promozionale che non è per nulla semplice. Fino ad oggi sono stata fortunata perché ho incontrato persone che mi sono state accanto,mi hanno aiutata ad alleggerire il peso, molti blog e pagine gestite da persone fantastiche che mi hanno sempre supportata. Non le elenco perché davvero mi reputo fortunata e dovrei fare molti nomi.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione , metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

🌟

Per prima cosa vado in panico, poi mi emoziono tanto. Mi scoppia il cuore della felicità perché in ogni caso ho regalato un pezzetto di me a tutti quelli che lo vorranno. Se poi piace pure, che dire l'emozioni vanno a mille. Io sono piena di gratitudine per tutti, 

vorrei tanto ringraziare ogni lettore, uno ad uno😍.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo prossimo romanzo in uscita?

🌟

Il prossimo romanzo è uno sport romance. Spero di pubblicare in autunno. Amo il football americano da anni, ti dirò è stato proprio un romance ad incuriosirmi. Dopo aver letto Kristen Callihan mi sono appassionata a questo sport che seguo regolarmente con tanto di abbonamento per vedere le partite. Credo sia stato naturale scriverne uno. Mi sono ispirata alla vita particolare e turbolenta di un giocatore, ma non voglio svelare di più.😜

Giada, non posso che ringraziarti per questa bellissima chiacchierata e augurarti una lunga carriera nel romance .

Alla prossima 😉

 

© SilvanaCasetti

 

Martedì chiuderemo Agosto con Niva White

 

Autrice di vari generi letterari

Roberta Canu - Multicolor

Eccoci qua , è sabato e, come ormai sapete , è il giorno dedicato alle interviste Multicolor .

Oggi parleremo con Roberta Canu che ci racconterà di lei e di ciò che ama scrivere.

-Ciao Roberta, ti va di raccontare qualcosa di te?

Certo, volentieri! Mi chiamo Roberta Canu, sono nata a Sassari in Sardegna e vivo in Sardegna, a Sorso. 

Amante della poesia, divoratrice seriale di serie tv, romanzi, libri di qualsiasi genere, amante della vita, degli animali e soprattutto dei gatti. Il mio motto è: Niente è impossibile! 

Collaboro con delle realtà editoriali che mi permettono di sognare e credere sempre più nei miei sogni e spero un giorno di poter diventare una scrittrice affermata. Sono una redattrice presso l’Accademia della scrittura di Milano e porto con me sempre un libro in borsa o il Kindle. Sono socievole ma anche asociale quando serve. Logorroica e incredibilmente sincera. 

- Che genere di letterario scrivi e cosa ti ha spinto a seguire questo filone?

Ho iniziato e tutt’ora scrivo poesie ma scrivo anche tanti romanzi , ad esempio mi piace molto scrivere fantasy romance e i romance con qualche tocco di drama. Seguo sempre la coscienza e l’istinto, sanno sempre dove portarmi, proprio come sa fare il cuore e il cuore mi diceva che , dopo aver letto After, avrei dovuto scrivere Infinity- impossibile love (il primo di una trilogia ancora non conclusa). Beh, il cuore, ha sempre ragione comunque!

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Sicuramente Stephen King è il mio mentore da sempre, infatti fin da piccola ho letto i suoi romanzi e sono rimasta affascinata dal modo in cui parla apertamente ai lettori. Da adulta mi piace tanto Brittainy Cherry, Anna Todd e anche Lauren Kate. Ho tanti autori e autrici nel cuore e credo che ognuno meriti di essere letto. Ci sono moltissimi autori emergenti inoltre che sono bravissimi, ovvero miei colleghi che a volte non hanno la visibilità che meritano ed è un vero peccato. Leggo per lavoro molti dei loro romanzi o sillogi poetiche e rimango sbalordita dalla loro bravura!

- Quali sono le forme d' arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Allora, adoro l’arte, ad esempio la pittura è qualcosa che mi affascina tantissimo, infatti uno dei miei pittori preferiti è Van Gogh e la ‘Notte Stellata’ è il mio quadro preferito in assoluto. Adoro inoltre fotografare paesaggi e animali e credo che l’arte sia davvero un sogno dentro a un sogno. Adoro ogni forma d’arte in verità, perché mi fa sentire viva, è come quando si guarda un bel tramonto e si resta incantati... L’arte trasmette armonia di forme, è sensuale ma non volgare, c’è qualcosa che attira e non è quasi mai conforme alle regole secondo me, e credo che spesso le regole bisogna pure infrangerle quando non si fa del male a nessuno, altrimenti si vive a metà. 

- Hai incontrato molte difficoltà all’ inizio e come va ora?

All’inizio, quando ancora scrivevo le mie prime Fan fiction su EFP (il sito ufficiale italiano) e poesie o racconti e poi in seguito ho pubblicato nel 2017 il mio primo romanzo, ho riscontrato fin troppe difficoltà ma è normale! All’inizio mi era stato anche detto che non ci sin può improvvisare scrittori e che praticamente non sarei andata da nessuna parte. Beh direi che le cose poi successivamente sono andate meglio, e ora sto scrivendo il terzo volume della trilogia Impossible love, incentrata su umani, demoni e angeli. Credo fermamente che il lavoro porti sempre qualcosa, e non bisogna mai smettere di sognare e credere in se stessi, MAI! 

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

L’ispirazione è un dono secondo me. Ognuno nasce con un compito nella vita e scrivere non è un mestiere diverso da tanti altri lavori anche se purtroppo non sempre viene riconosciuto come tale. Comunque io ho perennemente delle idee incredibili sia durante il giorno che durante la notte. A volte faccio dei sogni in cui i cantanti che adoro mi parlano e assieme camminiamo o chiacchieriamo di vari argomenti. Bene, dato che amo scrivere ascoltando la musica di ogni tipo ma preferibilmente rock, mischio i miei sogni alle mie idee e ai testi che leggo o che capto velocemente ed ecco che poi le storie vengono spontaneamente. Il mio personale processo creativo si svolge velocemente, lascio che le dita scorrano sulla tastiera, digitino in fretta oppure scrivo come ai vecchi tempi tutto sul quaderno con la penna. È un processo lungo, ma ne vale la pena! 

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze nel tuo genere letterario?

In verità credo che non sia molto importante, ma ovviamente parlo per me, forse perché amo scrivere romanzi in cui la componente è fantasy e non realistica, perciò non mi devo basare su studi scientifici, sono libera di dar sfogo alla fantasia e non ho mai studiato troppo per creare i miei personaggi. Così come non scrivo appunti su appunti… Diciamo che è tutto nella mia testa, è come un groviglio di fili e la matassa poi si scioglie e si libera dall’incastro della mente. 

- Come vivi la stesura del libro, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall' esterno?

Sono molto empatica di natura, riesco davvero a immedesimarmi nelle situazioni più disparate e quindi anche nella stesura dei romanzi mi è facile vivere la storia come se io fossi uno dei protagonisti stessi. Mi arrabbio, piango moltissimo, sorrido e mi innamoro con loro. E alla fine mi mancano moltissimo come se avessi lasciato degli amici veri, ma so che prima o poi torneranno a trovarmi. 

- Quali sono gli elementi per un buon libro del tuo genere letterario?

Premetto che non ho un genere specifico ma negli ultimi anni mi sono affezionata moltissimo al fantasy romance che sento nelle mie vene e nel cuore. Detto questo credo che il fantasy romance necessiti di moltissima fantasia, (scusate il gioco di parole) è come se si debba sovrastare il muro della realtà per scrivere storie fantasy ma con quel tocco di romanticismo che contraddistingue queste storie che amo molto. Non serve essere smielati, non si tratta di essere troppo dolci, serve essere autentici e veri come i protagonisti dei propri romanzi. Un altro elemento fondamentale è l’originalità! Non si può pensare di scrivere un buon fantasy romance senza essere creativi. 

- Quali sono i pregi e difetti del self publishing ?

Bellissima domanda! Io personalmente ho pubblicato sia con Youcanprint ad esempio, quindi in self - publishing e anche con delle case editrici NO EAP (no editoria a pagamento) e sicuramente il pregio è che puoi gestire da sola il tutto, dalla copertina del libro alla sinossi etc, ma ci sono anche dei difetti ovvero ti senti ‘isolata’ perlomeno a me è successo… Nel senso che non trovi uno sbocco reale e i cover reveal o la promozione del libro risulta assente. Magari non tutti si sono trovati in questa situazione ma a me succede. 

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione , metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Provo sempre un mix di emozioni contrastanti. Mi fa sentire euforica e ho il batticuore come quando ci si innamora di qualcuno per davvero! Ogni libro è un pezzo di cuore messo nelle mani dei lettori… Perciò avendo il forte desiderio di non deludere le loro aspettative, cerco di dare il massimo e mi emoziono moltissimo quando il romanzo so che sta per entrare nelle loro case o nei loro e- reader.  

- Vuoi parlarci brevemente del tuo libro in uscita?

Con molto piacere. Uscirà per la PlaceBook edizioni, una mia silloge poetica intitolata “Lassù piovono fiori”, molto introspettiva, romantica, sensibile e angelica. Non so ancora di preciso quando il libro vedrà la luce perché i tempi sono lunghi ovviamente, ma spero vi incuriosiranno le tematiche, il titolo e insomma, il contenuto! 

 

Grazie Roberta per la disponibilità e Buona Fortuna per tutto.

Alla prossima 😉

© Silvana Casetti

Domani Romance con Giada Grimaldi

 

 

Romance

Valentina Miglioranza - Romance

Eccomi qui anche oggi con un'intervista del mondo Romance.

È la volta di Valentina Miglioranza autrice di "Un amore made in Japan" e già al lavoro su un nuovo romanzo .

-Ciao Valentina, racconta qualcosa di te

Sono nata a Venezia il 6 febbraio del 1988 e mi sono laureata in Scienze dell'Antichità, indirizzo Archeologia classica, alla Ca' Foscari di Venezia. Ho sempre avuto fin da piccola una passione sfrenata per il Giappone. Nel 2016, per un breve periodo, decido di trasferirmi a Tokyo, la mia seconda casa. Attualmente sono docente di Lettere. "Un amore made in Japan" è il mio romanzo d'esordio.

- Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

Subito dopo la laurea magistrale nel 2015, ho sentito questo bisogno estremo di scrivere ciò che da un po’ mi ronzava in testa e così è nato questo chick lit che solo quest'anno, dopo qualche rivisitazione, ho deciso di pubblicare in self.

- Hai sempre scritto solo Romance?

No, da piccola ho scritto qualche racconto, in realtà mai concluso, di avventura.

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Sono vari e legati a generi diversi: Valerio Massimo Manfredi (Storico), Arthur Conan Doyle (Giallo), Felicia Kingsley (Rosa- Chick lit)

- Quali sono le forme d' arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Essendo laureata in Archeologia, sicuramente ciò che interessa questo settore, in particolare Archeologia, Storia e Storia dell’arte greco romana. 

- Hai incontrato molte difficoltà all 'inizio e come va ora?

Non avendo mai fatto nulla di simile ho decisamente compiuto un salto nel vuoto. Inizialmente ero un po’ spaesata, ma piano piano ho cercato di comprendere i meccanismi base e ora va decisamente meglio.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

Sogno di notte e le riporto sul mio quadernino o sul cellulare.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

Molto. Il mio romanzo, per esempio, è molto intriso di queste conoscenze che reputo fondamentali per rendere chiaro il contesto in cui i protagonisti vivono la loro storia.

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall 'esterno?

Decisamente sì. A partire da questo romanzo che ha molto di me e delle miei esperienze o desideri, ecco perché mi sento molto partecipe.

- Quali sono gli elementi per un buon Romance?

Divertimento, immedesimazione con i personaggi e un amore non troppo irrealistico, qualche colpo di scena ci deve essere, ma senza essere eccessivo.

- Quali sono i pregi e difetti del self publishing?

Lo pubblichi quando, come e dove vuoi. Sicuramente la pubblicità.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione , metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Ansia di essere all’altezza delle aspettative, se potrà piacere o meno, ma anche felicità perché qualcuno ha deciso di legge il mio romanzo, trovando interessante o suggestiva la storia già dalla trama o dalla copertina.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo prossimo romanzo?

Ho iniziato un altro romanzo chick lit, anzi, anche questo l’ho ripreso da un input che ho buttato giù qualche anno fa. È sempre ambientato in Giappone, ma la protagonista ha un carattere diverso da Selene, la protagonista di "Un amore made in Japan", e avrà un’esperienza e motivi ben lontani dai suoi. Spero di poter andare avanti e di riuscire a pubblicarlo entro quest’anno, ma per ora procedo a rilento per vari impegni lavorativi e personali.

Grazie Valentina e Buona Fortuna !

Alla prossima 😉

© Silvana Casetti 

Sabato per il MULTICOLOR avremo Roberta Canu

Domenica ritorno al Romance con Giada Grimaldi.

 e di riuscire a pubblicarlo entro quest’anno, ma per ora procedo a rilento per vari impegni lavorativi e personali. Grazie Valentina e Buona Fortuna ! Alla prossima 😉 © Silvana Casetti Sabato per il MULTICOLOR avremo Ro

Romance

Lucia Cantoni - Romance

Con qualche giorno di ritardo causa imprevisti , oggi conosceremo un po' di più Lucia Cantoni , autrice di Romance sempre simpatici e frizzanti.

Lo sapevate che è laureata in … no, non ve lo dico 😂

-Eccoci qua Lucia, cosa ci racconti di te?

Ciao a tutti, solo Lucia, ho un animo romantico e sono sempre con la testa tra le nuvole. Sono laureata in filosofia e scienze storiche e abito in Piemonte, insieme a una schiera di gatti e di altri pelosetti oltre che a una mamma e un fidanzato. Scrivo per passione, per bisogno e perché non ne posso fare a meno è uno sfogo per ogni tipo di sentimento, mi fa volare.

- Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

Ho sempre scritto storie d’amore, da quando ne ho memoria, credo dai tempi delle scuole medie, quando ho imparato a giocare con le frasi e a metterle in ordine perché avessero un senso compiuto. È una cosa che mi è venuta naturale. Da bimba, giocando con le bambole, mi piaceva inventare storie, metterle su carta è stata la normale continuazione di questo.

- Hai sempre scritto solo Romance?

Finora sì, anche se ammetto di avere un’idea di provare a scrivere altro… mi piacerebbe provare a sviluppare un giallo.

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Da bambina amavo leggere le collane per ragazzine come la collana de Le Signorine o quella di Piccoli Brividi. Crescendo, ho imparato ad apprezzare scrittori come Valerio Massimo Manfredi, Sveva Casati Modignani e Lisa Kleypas che è tuttora la mia scrittrice preferita.

- Quali sono le forme d' arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Amo l’arte in generale, ma in special modo gli artisti rinascimentali. Sono innamorata letteralmente di Leonardo Da Vinci e delle sue opere oltre che del suo ingegno. Anche Michelangelo ha un posto speciale nel mio cuore, le sue sculture sembrano prendere vita, essere reali… ammirarle mi fa sempre rimanere a bocca aperta.

- Hai incontrato molte difficoltà all 'inizio e come va ora?

Non posso dire di avere incontrato difficoltà perché, inizialmente, ho preso il mondo della scrittura come qualcosa di personale; scrivere era qualcosa che facevo solo per me stessa, perché ne avevo bisogno. Ammetto che, ora che è diventato un lavoro, le responsabilità sono maggiori, come anche il peso di fare qualcosa che soddisfi in primis me, ma che sia piacevole anche per chi legge. Sono comunque molto soddisfatta del mio percorso.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

L’ispirazione può arrivare in qualsiasi momento ed essere scatenata da una varietà infinita di cose. Quando frequentavo l’università a Milano, per esempio, mi piaceva osservare le persone in metropolitana e immaginare la loro storia… quando qualcosa mi colpisce ne prendo atto e lo lascio maturare in un cantuccio della mente, finché non è pronto a emergere e i personaggi non mi “parlano” da soli.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

La ricerca è sempre importante per qualsiasi romanzo. Bisogna essere credibili, scrivere cose verosimili… grazie a internet questa parte è diventata piuttosto facile, ma serve comunque impegno e costanza. Non parliamo, poi, di romanzi con ambientazione storica, dove lo studio dell’epoca, degli usi e costumi del tempo è qualcosa d’importante quanto l’intera trama.

- Quando è come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia?

Io amo il POV alternato, lo trovo più completo, quindi è difficile che io scriva con un’altra prospettiva.

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall 'esterno?

Vivo in simbiosi con i personaggi di cui sto scrivendo. Come ho scritto qualche riga sopra, ho l’impressione che mi parlino e che mi suggeriscano loro la piega che la storia deve prendere. Nonostante questo, durante la stesura mi sento parte di loro, vivo l’esperienza dall’interno, immedesimandomi nelle loro azioni e pensieri.

- Quali sono gli elementi per un buon Romance?

Un buon romance deve essere credibile, avere dei personaggi con un minimo spessore psicologico ed essere scorrevole. Io amo i romanzi a lieto fine, quindi suggerirei anche un happy end.

- Quali sono i pregi e difetti del self publishing?

Sicuramente il self publishing ha molti pregi: uno su tutti è la libertà di decisione e di movimento. Si è letteralmente padroni del proprio tempo e del proprio lavoro, i datori di lavoro di noi stessi. Ovviamente, anche gli oneri e non solo gli onori sono sulle nostre spalle, ma si possono decidere liberamente i tempi, la trama, la cover e ovviamente non si deve dividere una quota dei compensi con nessuno. Detto questo, è importante rivolgersi a professionisti o farsi comunque aiutare nell’ambito di editing/correzione delle bozze. Il difetto è, a volte, quello di non essere presi seriamente in considerazione perché il self publishing spesso è sottovalutato… un altro è il fatto di non avere una distribuzione cartacea su larga scala.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione , metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

È sempre una grande emozione. Penso che la mia “creatura” abbia molte vite: la prima è quella che le do io, le altre nascono con la lettura da parte dei lettori. Un libro è fatto per essere letto… nonostante io scriva per me stessa, lo faccio perché credo che quello che esce dalla mia penna sia meritevole di essere raccontato, un romanzo non è completo se non viene letto dalle persone. Sicuramente quando ho una nuova uscita mi sento emozionata, ansiosa e anche un po’ impaurita perché è sempre una parte di te che stai donando agli altri.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo ultimo romanzo pubblicato?

Certo! Il mio ultimo romanzo pubblicato è "A noi due!" Una commedia frizzante e molto estiva, dove l’amore e le scaramucce la fanno da padrone. La lettura perfetta da portare al mare, diciamo! Il romanzo che, invece, ho in cantiere è uno sport romance, sempre piuttosto ironico… mi piace cercare di strappare un sorriso con ciò che scrivo. Parallelamente sto portando avanti il progetto del secondo capitolo della mia trilogia storica Omnia vincit Amor, ambientata nell’Antica Roma, ai tempi di Ottaviano Augusto.

Ti ringrazio Lucia per aver preso parte a questa mia iniziativa legata alle interviste Romance.

Alla prossima 😉

© Silvana Casetti

Domani Romance con Valentina Miglioranza.

Romance ma non solo

Laura Parise - Romance ma non solo

Oggi la nostra chiacchierata è con Laura Parise , una donna dalle mille esperienze sia lavorative che altro . Scopriamo insieme chi è Laura

-Ciao Laura , vorremmo sapere qualcosa di te , ti va di raccontarcelo?

Ho 56 anni, sono nata a Genova ma ho girovagato parecchio, già da ragazzina ho vissuto sei anni a Roma, sono poi tornata a Genova e verso la fine degli anni 80 mi sono trasferita in Svizzera, nella parte tedesca, dove ho vissuto per trent’anni. Da poco sono tornata a vivere in Italia. Ho due figli grandi che vivono in Svizzera, nella mia vita ho svolto vari lavori perché sono una persona che ama variare e da fare la cuoca sono passata a fare la decoratrice, alla segretaria, alla contabile, ma il mio sogno era fare la scrittrice, e ora mi dedico solo a quello.

- Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

Scrivere è nato con me. Già a scuola ero quella che scriveva i temi più lunghi, mi piaceva inventare storie soprattutto d’amore, intrecci amorosi sempre a lieto fine. Ho riempito tanti quaderni e blocchi con storie che sono rimaste a dormire nei cassetti.

- Hai sempre scritto solo Romance?

All’inizio si, scrivevo dell’amore, ma poi vista la mia grande voglia di cambiare ho provato ad aggiungere all’amore anche altre tematiche come lo sport e il giallo, fino ad arrivare a scrivere un saggio.

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Ce ne sono molti, mi piace moltissimo Danielle Steel, Nicholas Sparks, Mary Higgins Clark, Lucinda Riley, Tom Clancy, Ken Follet e tanti altri. La lista è lunga anche perché ho imparato ad apprezzare molto anche tante autrici italiane emergenti.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

La cucina. A modo suo è un’arte creativa che racchiude non soltanto la conoscenza dei prodotti ma anche la fantasia nel prepararli e servirli. La musica. Perché possiede quella magia che può portarti in altri luoghi o attraverso i ricordi.

- Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

Le difficoltà di ogni autore emergente, trovare chi ha il coraggio di investire su di te. Ho avuto due CE, entrambe non a pagamento, ma con entrambe ho chiuso le collaborazioni preferendo gestire di persona le mie opere.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

L’ispirazione solitamente mi viene dalla vita, da qualcosa che ho vissuto personalmente o di cui ho sentito parlare. Nella mia mente prende corpo l’idea di base e successivamente le mie dita volano da sole sulla tastiera formando la storia. Non sempre una storia che inizio la porto immediatamente a termine, non seguo una scaletta prestabilita, lascio che tutto venga da se e in seguito leggo, rileggo, sposto, correggo, aggiungo o tolgo. Difficilmente inizio e finisco una storia senza averne iniziate almeno altre due.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

Dipende dalla storia che si vuole scrivere, a volte si decide di inventare gli ambienti perché si ha voglia di viaggiare con la fantasia e crearsi il luogo perfetto e in quel caso è molto più semplice perché nessuno potrà contraddirci, ma se si vuole utilizzare ambienti e usanze reali, allora è molto importante fare accurate ricerche se non si è visitato personalmente il posto.

- Quando è come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia?

Qui devo dire che è sempre una questione di ispirazione, almeno per me. Ci sono volte che la storia stessa richiede la terza persona, altre che la prima è indispensabile. Nel mio ultimo romanzo, ho usato entrambi. Spero che i miei lettori approvino.

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall 'esterno?

Mi immedesimo sempre nei miei personaggi, altrimenti non riuscirei a descriverne le sensazioni.

- Quali sono gli elementi per un buon Romance?

L’originalità. Leggere storie trite e ritrite alla lunga stanca il lettore.

- Quali sono i pregi e difetti del self publishing?

I pregi del self sono molteplici. Decidi tu quando far uscire il tuo romanzo, come impostarlo e soprattutto senza essere costretta ad investire somme astronomiche come purtroppo chiedono invece tante CE. I difetti, beh, ovviamente la visibilità e l’organizzazione in caso di eventi.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione , metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Felicità mista a batticuore. Speranza e timore che possa non piacere.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo ultimo romanzo pubblicato e di quello in uscita?

Il mio ultimo romanzo pubblicato è stato il protagonista del Blog Tour mensile organizzato da me e da Judi di @1000storie100vite e s’intitola “Le avversità non fermano l’amore” una storia che parla della forza dell’amore in varie sfaccettature, non soltanto di quello tra un uomo e una donna, ma anche l’amore di un padre o di una madre per i propri figli, quello che si mette nella cura verso il prossimo, o anche per gli animali. Cerca di dare un messaggio di speranza a chi soffre e pensa che il proprio handicap possa impedirgli di amare ed essere amato perché l’amore supera ogni ostacolo ed ogni barriera. “Chi ti ama ti vedrà sempre perfetta, amati anche tu e non avrai nessun problema con lo specchio”. A breve uscirà il mio nuovo romanzo dedicato all’amicizia, quella con la A maiuscola.

Grazie Laura per la disponibilità e buona fortuna per tutto

©Silvana Casetti

Domani di nuovo Romance con Lucia Cantoni

Mentre GIOVEDÌ avremo Valentina Miglioranza

Genere letterario prosa poetica

Jacqueline Dupeyron - Multicolor

E per la seconda intervista Multicolor del giorno cambiamo totalmente genere letterario con Jacqueline Dupeyron .

Parleremo di Poesia o , come la definisce lei stessa, prosa poetica . Se siete curiosi non vi resta che leggere cosa ci ha raccontato Jacqueline.

-Ciao Jacqueline, cosa vuoi raccontare di te in questa intervista?

Mi presento, mi chiamo Jacqueline Dupeyron, dal nome avete già capito, scrivo e parlo con la erre moscia. Sono francese, vivo in Italia da ormai più di venticinque anni. La mia passione per la lingua italiana è nata per amore... di mio marito. Ho sempre scritta dalla più tenera adolescenza in poi, certo, scrivevo in francese, poesie e prose dettate dalle emozioni del crescere maturare, vivere. finchè un bel giorno, i pensieri hanno deciso di esprimersi in italiano, scattata la scintilla ho cominciato a scrivere senza pensarci, probabilmente si evince il mio essere francese, ma la mia casa ormai è l’italia.

- Che genere di letterario scrivi e cosa ti ha spinto a seguire questo filone?

La mia scrittura si potrebbe definire una prosa poetica, a tratti versificata, a tratti raccontata, spesso    onomatopeica.   Una visione tangibile delle emozioni. credo che mi rappresenti quella scrittura e sia ormai il mio marchio di fabbrica, chi mi legge, mi riconosce nel modo di lasciare lo spazio alle parole, di non cercare di addomesticarle, di non sceglierle.

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Ovviamente la poesia è predominante, da Prevert ad Eluard, Merini e De Andrè, Wislawa Szymborska, Mallarmé, Verlaine, Gianni Rodari e poi scrittori come Jules Vernes,o Marion Zimmer Bradley, Asimov e Faletti… potrei continuare ancora...leggere è farsi un regalo ogni volta.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Il disegno, di fatto la mia massima è “ scrivo perchè non so disegnare” la musica per la capacità di essere universale da subito, senza traduzione, solo emozioni.

- Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

Credo che nella vita sia fondamentale sentirsi sempre all’inizio per non dover arrivare mai ad un traguardo inteso come aver raggiunto il fine. Le difficoltà sono ovviamente legate alla parte promozionale dei libri, non al piacere di scrivere e di essere letta. un autore emergente deve avere pazienza e forza di carattere, la consapevolezza di non poter e di non voler piacere a tutti. Vedo lo scrivere come un viaggio che mi permette di incontrare tanta gente, di raccontarmi e raccontare il mondo dalla mia visione delle cose.

- Come viene l'ispirazione per una tua poesia o prosa?

Basta un’immagine a volte, e la sensazione che sia la foto a volersi raccontare, ascolto gli oggetti, il modo delle persone di viverli, osservo e immagino una storia che si disegna mano a mano che la scrivo, mi lascio guidare dalle parole che mi vengono in mente.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze nel tuo genere letterario?

Certamente si deve avere presente i luoghi che si vogliono descrivere, se non si sono mai visitati, vanno studiati. Un racconto deve essere adatto all’ambientazione scelta. Descrivere Roma non è come raccontare Parigi o gironzolare per le vie di Londra, in questi casi vige la regola di fare delle ricerche e studiare.

- Come vivi la stesura del libro, ti immedesimi  oppure è come se assistessi alla storia dall' esterno?

Credo ci sia sempre una parte autobiografica nella stesura di un libro, in un tratto caratteriale, fisico o in un vissuto che si vuole raccontare. Perciò vivo le mie parole sempre.

- Quali sono gli elementi per un buon libro di prosa poetica?

Le emozioni devono essere vere, i sentimenti devono essere vivi, anche se sono solo delle cicatrici ormai per alcuni. Poi ci vogliono i colori, la vita è un’ insieme di colori che scrivo nero su bianco.

- Quali sono i pregi e difetti del self publishing ?

Pregi: Autonomia delle decisioni e la tempistica, velocità di realizzazione. Difetti: gli stessi delle case editrice piccole, la promozione si fa sulle proprie spalle, con le proprie forze.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione , metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Una liberazione, finiscono i dubbi, scemano le paure,ciò che è scritto è scritto. A questo punto le parole diventano di chi le legge, e rileggere è rivivere le emozioni del momento.

Grazie mille Jacqueline per aver preso parte a questa mia iniziativa che spero ti possa portare più visibilità.

Alla prossima 😉

©Silvana Casetti

Martedì romance con Laura Parise.

Generi letterari vari

Giusy Argentino - Multicolor

Oggi prima intervista per il MULTICOLOR a Giusy Argentino , genere letterario vario a seconda della sua ispirazione .

Troverete leggermente diverso anche l'ordine delle domande e le domande stesse perché le ho lasciate esattamente come hanno ispirato lei.

-Ciao Giusy , racconta qualcosa di te.

Sono una mamma di due splendidi bambini di nome Christian ed Eleonora e lavoro nella moda.

-Quali sono i tuoi autori e autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Amo leggere da quando sono bambina, e durante la mia crescita culturale mi sono sempre di più appassionata a generi differenti. Durante l’adolescenza i Legal thriller di John Grisham facevano da sfondo ad ogni mia giornata, poi crescendo l’interesse per i romanzi storici ha preso il sopravvento. Tracy Chevalier, Philippa Gregory, Idelfonso Falcones, Matilde Asensi, Ken Follet e Valerio Massimo Manfredi sono stati di grande ispirazione per me. La mia mente creava storie continuamente, vedeva immagini, provava sentimenti finché all’età di sedici anni decisi di mettere nero su bianco tutto quel vortice che si sprigionava dalla mia fantasia.

- Quale genere letterario scrivi e cosa ti ha spinto a seguire questo filone?

Scrivo generi letterari differenti in base al mio interesse del momento.

“Nulla avviene per caso” è un romanzo filosofico d’amore.

“Nascosto davanti agli occhi” è un thriller storico.

“La mia vita di carta” è un romanzo psicologico.

“Dentro l’inevitabile follia” è un thriller psicologico.

Mi piace leggere generi differenti e approfondire le varie tecniche di trama per poi sfruttarle nei miei romanzi. Per me scrivere è una grande passione, è ciò che mi permette di sprigionare tutto ciò che ho dentro. La mia mente crea continuamente storie e riprodurle su un foglio di carta diventa quasi un bisogno.

-Come viene l’ispirazione per una storia, e successivamente come si svolge il tuo personale processo creativo?

L’ispirazione avviene da tutto ciò che mi circonda, da incontri con persone, da panorami che osservo, da film che vedo e da libri che leggo. Sono una grande appassionata di arte, pittura, scultura, storia e musica, che si possono riscontrare nelle pagine dei miei libri. Creo scalette per ogni capitolo e e al volte mi capita di prendere appunti mentre sono in giro, o la mattina appena sveglia dopo un sogno. Il mio processo creativo è in continua evoluzione.

-Quanto è importante lo studio e la ricerca di ambienti e usanze nel tuo genere letterario?

Dietro ogni mio romanzo c’è un enorme lavoro. Per scrivere “Nascosto davanti agli occhi”, ad esempio ho dovuto studiare tutta la storia di Torino, visitare musei e ho avuto incontri con speleologi per realizzare la veridicità della storia. Per “Dentro l’inevitabile follia” le mie nozioni di psicologia e psichiatria sono state alimentate da studi particolari e accurati. Non posso negare che per me questo è la parte più bella di scrivere: La Ricerca!

-Come vivi la stesura del libro, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assisti alla storia dall’esterno?

Tutti i personaggi creati da me sono un pezzo della mia personalità. Io vivo dentro ogni personaggio e scrivere diventa VIVERE UNA VITA DI CARTA proprio come la protagonista del suddetto libro. Chi mi conosce e legge una mia storia spesso mi dice di rivedere lati del mio carattere nei personaggi. D’altronde sono creati dalla mia mente!

-Quali sono i pregi e i difetti del self publishing?

Credo che il pregio del self publishing sia di poter scegliere e decidere ogni cosa del tuo romanzo senza costi. Purtroppo mi sono ritrovata spesso a dover ricevere contratti di molte case editrici note che per pubblicare il libro chiedevano cifre esorbitanti e io sono del pensiero che se credi in quella tipologia d’arte chi deve investire è proprio la casa editrice. Il difetto però è la sponsorizzazione. Diventa difficile far conoscere a lunga scala il proprio lavoro anche se valido.

-Che sensazioni provi quando, al momento della pubblicazione, metti la tua creatura nelle mani dei lettori?

La sensazione che provo quando metto la mia creatura nelle mani del lettore è indescrivibile. E’ un mix di emozioni, tra la curiosità e l’appagamento. Amo quando chi legge uno dei miei libri si confronta con me per comunicarmi le sue emozioni e i suoi pensieri. Alcune volte ho pianto dalla commozione per i complimenti che mi sono stati fatti. Questo appaga tutto il duro lavoro che si nasconde dietro ogni pagina.

-Vuoi parlarci brevemente del tuo romanzo in uscita?

Sto per pubblicare il mio quinto romanzo. E’ il seguito de “LA MIA VITA DI CARTA” E’ il mio primo romanzo psicologico. Narra la storia di Giulia Silveri, una famosa scrittrice vincitrice di premi letterari, la quale non ha nessuna idea per il suo tanto attesissimo nuovo romanzo. Il suo editore Luigi vuole che stia al passo coi tempi e si dedichi ad una letteratura più commerciale. Giulia è in crisi. I fantasmi del suo passato tornano trascinandola verso l’oblio. La sua salvezza sarà l’incontro con Yele Custos, misterioso e affascinate pittore che la coinvolgerà nel suo mondo fatto di colori. Il loro amore passionale creerà dei retroscena sconvolgenti e Giulia ne sarà assuefatta.

Tutti coloro che hanno letto questo mio romanzo psicologico mi hanno confessato di essere stati particolarmente legati alla protagonista e affascinati dalla storia tanto da chiedermene il continuo. Ed io ovviamente li ho accontentati. Ora sono in fase di editing, non voglio anticipare nulla ne spoilerare la storia, ma ci saranno molti colpiti scena e demoni da sconfiggere che credo appassioneranno i lettori. La mia mente non si arresta mai! Perciò sto già realizzando le basi del mio sesto romanzo. Posso solo anticipare che cambierò nuovamente genere letterario!

Grazie Giusy e Buona Fortuna per tutto

©Silvana Casetti

Martedì per il Romance Laura Parise

Romance

Serena Greco - Romance

Siete tutti pronti per conoscere meglio l'uragano Serena Greco ? … mettetevi comodi perché, per chi non la conosce , sarà una piacevole sorpresa scoprire che, oltre ad essere esuberante e simpatica, è anche una ragazza molto profonda e sensibile

 -Forza Serena , vogliamo sapere qualcosa di te

Sono Serena di nome ma poco di fatto solo perché ne combino una più del giusto. Cado in continuazione perché cammino con la testa tra le nuvole, sempre alla ricerca di fantasia e raggi di sole in grado di illuminare un cammino incerto ma forse anche per questo intrigante. Che altro posso dirti di me? All’inizio, il primo anno con questa pagina ero solo @_romanzi_rosa_, una delle tante bookstagrammer che parla di libri esponendo il suo pensiero per confrontare questa passione finalmente con qualcuno in grado di lasciare a casa il pregiudizio. Oggi, per quelle persone e per tutti coloro che regalano fiducia e amore al mio lavoro, sono Serena, innamorata della parola in tutte le sue forme.

-Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

Ho iniziato a scrivere romance due mesi prima della tesi di laurea. Avevo bisogno di staccare la spina dallo stress e dato che in quel periodo ogni emozione sembrava incontrollabile, mi sono rifugiata in un mondo non mio, un posto dove essere semplicemente ascoltatore, dove poter ridere per squallide battute, piangere per situazioni difficili da gestire e sperare in quel lieto fine che tutti desideriamo vivere. I primi personaggi sono arrivati per bisogno di estraniarmi ma sono riusciti a leggermi l’anima fino ad aprirmi gli occhi su ciò che realmente desidero.

-Hai sempre scritto solo Romance?

Anche se poco conosciuto, in realtà il mio primo libro è un saggio nato dal bisogno di ribellione. Sono una pedagogista che ha scelto il suo percorso per raggiungere un sogno: ‹nessuno dovrebbe vivere ciò che ho vissuto io›. Per carità, ci sono situazioni molto particolari e più dolorose ma vivere sulla propria pelle il bullismo, la sensazione di essere un oggetto nelle mani degli altri, la cattiveria delle parole e degli sguardi solo perché un pezzo di carta dice che sei diverso dagli altri, è qualcosa che non auguro a nessuno. Il mio primo libro ‹Con gli occhi di un DSA› parla di disturbi spesso accentuati da un mondo che ancora non è in grado di comprendere appieno il suo pari; parla di una scuola in continua formazione e di famiglie che hanno necessità di essere ascoltate e accompagnate in un tragitto che senza la giusta informazione risulta impossibile da osservare.

-Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Eh difficile perché in realtà le mie preferenze sono solo per un 30% riservate all’autore mentre la restante parte è dedicata completamente alle storie che questi scrivono. Come booklover ho imparato a dire sì a ogni storia. Sbaglio? Forse, ma per me leggere una storia vuol dire anche capire chi l’ha scritta.

-Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Adoro la musica perché sono nata sopra un palcoscenico ascoltando il canto di mia madre e di mia sorella oltre alle delicate mani di mio nonno materno su quel pianoforte stile antico. Amo viaggiare e fermarmi dinanzi alla meravigliosa realizzazione di quadri e sculture: quel silenzio è un carico indescrivibile di emozioni.

-Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

No, per fortuna. Scrivendo prima di tutto per rendere reali i personaggi nella mia testa non sono interessata alla popolarità o a vivere solo di scrittura. Per me rimane uno spazio intimo che custodisco con attenzione.

-Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

Oggi mi presento con i panni di autrice anche se preferisco definirmi ‹racconta storie›: non reputo i miei romanzi unici ma solo storie con mezze verità perché raccontano il mio essere emotiva e ironica oltre a parlare di coloro che senza saperlo sono diventati modelli di vita. Mi piace leggere i loro sentimenti prima di qualunque altra cosa perché loro hanno fatto lo stesso con me. Sì è un pochino folle questo ragionamento ma sai, da bambina, quando vivi i due completi opposti senza vie di mezzo ti senti il bisogno di fuggire. Così sono arrivati loro… sdraiata, osservavo il muro buio accanto al letto e come per magia iniziava una storia che parlava di amore, magia, affetto e anche di incomprensioni.

-Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

Fondamentale! Ora non è la ‹me autrice› a parlare ma il mio lato book… quello-che-vuoi-tu. Il genere romance ancora oggi purtroppo è considerato di serie b come se fosse possibile creare un’etichetta anche per le preferenze… La mia pagina, pur parlando anche di altri generi, continua a mantenere il suo specifico nome perché desidera ribellarsi a questo pensiero privo di fondamenta: il romance parla di amore in modo particolare ma per farlo ha bisogno di raccontare fatti specifici quale può essere l’ambientazione e le usanze capaci di modellare il personaggio, guida del nostro percorso; i tempi storici che non possono estraniarsi del tutto dalla realtà perché si rischia di perdere credibilità. Una storia d’amore narrata in questo periodo può anche evitare di parlare della pandemia ma non potrà mai escludere la crisi economica, la socializzazione maggiormente virtuale, l’instabilità familiare e ancora la differenza di tradizioni tipica di un posto, il clima e i luoghi che caratterizzano una certa porzione di territorio. Giusto per intenderci… a mio parere, anche gli stessi nomi ( banalissimo dettaglio) dovrebbero almeno in parte seguire il margine ambientale. Semplice pensiero personale ;)

-Quando e come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia?

Ho perso le speranze a controllare i miei personaggi credimi! Mi piace che siano entrambi a narrare la storia perché per capire fino in fondo le situazioni bisogna osservare i due lati della medaglia ma nel mio caso lascio che siano loro a scegliere il momento giusto per presentarsi e raccontare.

-Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall’esterno?

Quando immagino una storia vivo tutto dall’esterno, come se i miei amici di carta mi stessero mostrando una pellicola della loro vita. Durante la scrittura invece divento parte di loro mettendo da parte giusto, sbagliato, antipatie e opinioni. Se parlo di divorzio e violenza come nel caso di ‹E poi… Arrivi tu› studio le situazioni fino a sentirle sulla pelle; se scrivo di sogni infranti e seconde opportunità, come nel caso di ‹Viaggio di Nozze… Senza Nozze. Tanto è già pagato› allora approfondisco realtà presenti nella vita quotidiana mettendomi al loro posto.

-Quali sono gli elementi per un buon Romance?

Sicuramente tanta attenzione: il mio metodo si divide in un programma molto chiaro che prevede lo studio di discipline come geografia, storia, arte, sociologia e psicologia per poi continuare con la grammatica necessaria per non combinare pastrocchi (possibili certo ma per fortuna esistono le beta readers). Ci vuole fantasia e assenza di pregiudizio. Necessario ovviamente è il tempo perché correre non porta mai a nessuna reale soddisfazione e tanta follia perché chi legge un romance vuole un pacchetto completo a 360° compreso anche di ironia e riflessione.

-Quali sono i pregi e difetti del self publishing?

Ho vissuto entrambe le esperienze come autore affidandomi sia a CE che al SP. Con il secondo (strada che continuo a seguire) è molto complicato mantenere la calma in situazioni complicate perché si è soli a dover gestire tutto, dalla fase di correzione alla cover e infine al caricamento dei dati su piattaforma. Per la prima esperienza in SP ho ancora scene da incubo ma bisogna prenderci la mano come in ogni cosa alla fine e tentare fino a quando il lavoro non risulta soddisfacente. Amo il self publishing soprattutto perché posso gestire i prezzi dei miei libri (diciamo) a piacimento mettendo promozioni quando desidero e modificando il testo che richiamata per giusti refusi. Per me è fondamentale proporre una storia che sia piacevole ma anche economica nota che purtroppo molte CE non sono interessate a soddisfare.

-Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione, metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Gioia e paura si fondono non tanto per la mia scrittura ma perché lascio nelle loro mani degli amici indimenticabili che impari ad amare con pregi e difetti. Ho paura per un giudizio loro più che mio.

-Vuoi parlarci brevemente del tuo ultimo romanzo?

Posso rispondere parlando di entrambi perché anche se autoconclusivi, fanno parte di una serie… la mia prima serieeee che emozione :’) L’ultima uscita librosa si chiama ‹Come un passo del Destino› ed è un ritorno alla commedia romantica abbandonata in un certo senso con la storia precedente più psicologia e in parte cruda che ritornerà (giuro che c’è un perché) con il secondo volume dedicato ai personaggi attualmente secondari.

Nel primo capitolo della serie, a danzare a passi di musica dallo stile differente, sono due giovani con buona differenza di età e provenienti da realtà ben diverse capaci anche di segnare la loro visione del mondo e di conseguenza del presente e futuro. Marine, isolana per metà francese travolge il lettore con quello stile pazzerello che regala un momento di serenità e divertimento anche se può sembrare incapace di scegliere per se stessa, in realtà, data anche la giovane età, ha bisogno di scoprirsi e capirsi forse anche grazie al suo perfetto opposto? Chissà… sicuramente Damiano non è un uomo dalla risata facile e dal ‹prima faccio e poi ci penso› come la sua principessina. Ha un mondo dentro la sua anima che necessita un equilibrio tra il forte desiderio di lanciarsi nel flusso delle emozioni e il ricordo di errori fatti perché siamo sinceri… l’essere umano è fatto anche per sbagliare.

La serie composta da due volumi (il secondo in prossima uscita) e una novella desidera parlare di affetto e nuove possibilità. Vuole abbattere gli schemi del timore, dell’incomprensione e della poca fiducia per vivere una crescita totale fatta di ricordi emozionanti e verità.

 

Serena , non mi resta che ringraziarti di cuore per la tua totale disponibilità a rispondere alle mie domande e augurarti il meglio per tutto.

Alla prossima 😉

©Silvana Casetti

Sabato per il MULTICOLOR avremo ben 2 interviste e precisamente con Giusy Argentino e Jacqueline du Peyron

Domenica invece ROMANCE con Lucia Cantoni.

Romance "Tra il buio e la luce"

Monica Menin e Leonisia D'Amico - "Tra il buio e la luce"

Oggi per le interviste in coppia scopriamo come è nato il romanzo "Tra il buio e la luce" di Monica e Leonisia

-Come nasce l'idea di scrivere in coppia?

(Lea) Nel nostro caso è successo per caso. Ho conosciuto Monica su Wattpad, commentando un suo romanzo, e tra un commento e l'altro le ho proposto la storia di un cantante e una ballerina. Monica ha subito amato la storia e il resto è venuto da se. Da subito abbiamo avuto un bel feeling e ci siamo ritrovate a creare insieme.

(Monica) È avvenuta senza averla programmata. Io e Lea ci siamo "conosciute" su Wattpad e abbiamo legato da subito. Mi ha proposto qualche idea e la storia era già lì, solo da raccontare.

-Come si decide con chi scrivere a 4 mani?

(Lea) Agganciandomi alla risposta precedente, per noi è avvenuto in modo naturale. In generale penso ci debba essere una buona intesa con l'altra persona altrimenti tutto risulterebbe "slegato". In un romanzo a quattro mani si devono riconoscere entrambe le scrittrici, ma in realtà deve risultare il tutto omogeneo come se a scrivere fosse un'unica persona.

(Monica) Non l'abbiamo deciso, è stato spontaneo, è venuto da sé non appena Lea mi ha raccontato le sue idee. Non ho potuto fare altro che assecondarla, felice di ritrovarmi nel suo mondo

-Mi incuriosisce sapere se scrivete sempre a distanza tramite scambio file o come fate

 (Lea) Data la distanza tra noi, scriviamo sempre a distanza, usiamo molto il cellulare perché creiamo in continuazione... Poi ricostruiamo il tutto dagli appunti.

(Monica) Sì, sempre a distanza. Abitiamo in due città diverse, purtroppo. Inizialmente ci scambiamo le idee in chat, abbozziamo le scene e i dialoghi, poi passiamo alla stesura e ci scambiamo il file per eventuali modifiche.

-Ora parliamo del vostro ultimo romanzo uscito , come è nato e perché proprio quell' argomento?

(Lea) Come è nato lo abbiamo anticipato nelle risposte precedenti. Per quanto riguarda l'argomento, il tour mondiale, il corpo di ballo, il cantante che deve rialzarsi e recuperare la sua carriera...beh, mi sono ispirata ad un cantante famoso in crisi, e questo ha fatto partire la mia fantasia. Sono riuscita ad unire tutte le mie passioni, la musica, la danza, i viaggi, le storie d'amore, passioni che condivido insieme a Monica.

(Monica) Nasce dall'idea di Lea riguardo un cantante famoso sull'orlo di una crisi, e di una ballerina affamata di vita, piena di passione. Siamo entrambe appassionate di romance, di musica e ci piace sognare.

-Come si è svolta la stesura , è stato complicato scriverlo?

(Lea) È avvenuto tutto in maniera naturale, chiaramente è Monica l'esperta, però ci siamo trovate bene a costruire i dialoghi, a descrivere i vari momenti. È un libro ricco di dettagli, e credo che siamo riuscite a renderlo piacevole e scorrevole.

(Monica) Non è stato complicato, la storia si è raccontata da sola. Una storia tanto ricca di dettagli che è stato semplice mettere insieme tutti gli eventi riguardanti il tour narrato nel romanzo. Per il resto serviva soltanto tirare fuori le emozioni dei protagonisti.

-A chi è rivolto il vostro libro è perché lo dovremmo leggere? I punti di forza quali sono?

(Lea) Il nostro libro è rivolto a tutti, perché credo che a chiunque piaccia sognare. Se vi piacciono i viaggi, la musica, la danza, le storie d'amore, nel nostro libro troverete tutto questo. I punti di forza sono, l'amore, l'amicizia, la tenacia, non solo dei due protagonisti, ma anche dei personaggi secondari, che così secondari poi non sono... Perché il bello del nostro libro è che è pieno di storie d'amore.

(Monica) Il nostro libro è rivolto a chiunque abbia voglia di viaggiare con la mente. Dovrebbe leggerlo chi ama la musica, che è la vera protagonista della storia. I punti di forza sono rappresentati dagli stessi protagonisti, ognuno di loro ha la propria storia che si intreccia con quelle degli altri. L'amore è la forza di questo libro.

-Parlate liberamente del vostro libro.

(Lea) Che altro posso dire ancora sul nostro libro, c'è tanta Musica ad accompagnare ogni storia, ogni momento. Monica mi propose di inserire prima dell'inizio di ogni capitolo un pezzo di una canzone che faceva riferimento a quello che succedeva nel capitolo stesso. Ci siamo divertite a trovare i brani giusti... Insomma una vera chicca. Per me si tratta del primo romanzo in assoluto e quindi non posso dire nient'altro se non che ci sono molto affezionata.

(Monica) "Tra il buio e la luce" è la storia di due ragazzi che lottano per emergere, e lo fanno con numerosi sacrifici. Racconta delle loro gioie, delle loro paure, dei loro dubbi e di quanta passione mettano in ciò che fanno. Abbiamo raccontato di un sogno, più di uno a dire il vero. È un viaggio che racconta la crescita personale e professionale dei protagonisti. È stato stimolante interagire con Lea, vedere le scene insieme a lei, discutere sugli incastri dei vari avvenimenti e sentire di essere in perfetta sintonia. Tanto che non abbiamo ancora smesso di scrivere insieme.

Grazie ragazze e che possiate avere successo a lungo sia scrivendo in coppia che singolarmente.

Buona Fortuna

Alla prossima 😉

© Silvana Casetti

Domani l'uragano Serena Greco

Non è stato inserito alcun video

Romance

Berenike Swan - Romance

Oggi per il nostro angolo rosa abbiamo Berenike Swan , autrice Romance ma non solo , è una ragazza con molti interessi diversi . Una vera sorpresa .

Voi lo sapete che Berenike Swan non è solo uno pseudonimo? … che cos'è? … leggete l'intervista e lo scoprirete.

-Ciao Berenike, raccontaci qualcosa di te

Sono innanzitutto una sognatrice, vivo la mia vita con la testa tra le nuvole e i piedi che inciampano nella realtà. Classe ‘87, laureata in Mediazione Linguistico-Culturale, poliglotta, oltre l’Italiano parlo Inglese, Spagnolo e un peu Française. Lettrice compulsiva, amante di libri, dei viaggi, delle foto, di tutti gli animali, della natura, della danza e dell’arte in generale. Scrivo da sempre, nell’età adolescenziale sotto forma di diari, in seguito storie romanzate che parlano prevalentemente d’amore e d’amicizia, di sogni da realizzare e sogni infranti. Io che di sogni infranti ne so qualcosa, in quanto all’età di diciotto anni, ho dovuto abbandonare la carriera di ballerina di danza classica a causa di un infortunio. In seguito, ho trovato il modo di esprimere la mia anima artistica attraverso altre passioni, tra cui la scrittura. Nell’estate del 2019 ho deciso di provare a condividere le mie storie con altri lettori, quindi ho pubblicato per la prima volta su Wattpad. Ad ottobre 2020, Il Nostro Posto Preferito Nel Mondo, una delle storie pubblicate su questa piattaforma online, è diventata un romanzo, pubblicato in cartaceo e e-book dalla casa editrice PubMe per la collana I READ IT di IoMeloLeggo Editore. Il romanzo è stato diviso in due volumi e il secondo è stato pubblicato a Febbraio 2021. Berenike Swan è chiaramente uno pseudonimo, che racchiude il mio vero nome Veronica, nella sua versione antica e il mio animale totemico, il cigno, come Odette, il cigno bianco del balletto Il Lago Dei Cigni, quindi rappresenta me stessa, ciò che sono e ciò che sono stata, una donna e una ballerina.

- Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

L’amore, le emozioni, i sentimenti, sono ciò di cui cibo la mia mente. Leggo dell’amore da sempre, i miei generi preferiti sono narrativa e romance e, nonostante legga di tutto, ciò che non deve mancare mai nei libri che leggo è l’amore. Per questo scrivo soprattutto romance. Vivo attraverso la scrittura, quelle storie d’amore, quei batticuori, quelle emozioni forti che non vivo nella vita reale o che ho avuto la fortuna di vivere in passato.

- Hai sempre scritto solo Romance?

Non solo Romance. Mi sono ritrovata a scrivere anche diari di viaggio e un fantasy, ma il genere romance è sicuramente quello in cui riesco ad esprimermi meglio.

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Jane Austen è l’autrice del mio cuore da sempre, ma adoro anche Salinger, Italo Calvino, Isabelle Allende e la signora Rowlings.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

La danza, perché è la mia vita e penso sia l’unica arte in cui l’artista diventa esso stesso un’opera d’arte. Ma amo anche altri tipi di forme artistiche, come la pittura, la musica, i tatuaggi e la street art. Adoro i murales!

- Hai incontrato molte difficoltà all 'inizio e come va ora?

Le uniche difficoltà che ho incontrato sono nella promozione, perché per noi autori emergenti è davvero difficile far sapere al mondo che esistiamo e abbiamo pubblicato un libro. Le case editrici più piccole non ti supportano nella promozione e quelle più grandi non danno spazio agli autori emergenti, prediligendo spesso nomi noti, personaggi famosi, piuttosto che un autore sconosciuto ma che ha molto da dire e sa farlo anche bene.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

Devo dire che ho fonti d’ispirazione diverse. Può essere una musica, una canzone, un luogo o una persona. Spesso è stato un sogno ad ispirare le storie che ho scritto, ma a volte è bastata un’emozione. È capitato che avessi delle sensazioni o pensieri nella testa, talmente forti che ho sentito la necessità di metterli nero su bianco. Iniziavo a scrivere una serie di sensazioni e riflessioni e poi mi esplodeva nella mente una storia che prendeva vita via via che scrivevo.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

Lo considero fondamentale. Tutte le storie che ho scritto sono ambientate nel presente e in luoghi in cui ho vissuto o in cui sono stata, perché credo sia importante descrivere con precisione la situazione per portare il lettore nell’ambiente descritto e quindi preferisco parlare di cose che conosco bene. Non scrivo mai di posti o argomenti che non conosco e nel caso in cui la storia mi porti a scrivere di particolari situazioni, mestieri o luoghi con cui non ho mai avuto a che fare, mi informo come posso, in modo da poter descrivere una realtà immaginaria, il più possibile fedele a quella reale. Anche se le storie sono frutto di fantasia, credo sia importante scrivere cose vere o quantomeno credibili e dare informazioni precise.

- Quando è come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia? Raramente mi metto a tavolino e pianifico lo stile, il POV, i tempi verbali e altre questioni tecniche della scrittura. Purtroppo o per fortuna, scrivo di getto, la storia si forma nella mia mente senza che sia io a deciderne il risultato finale, ma in generale, mi piace dar voce a tutti i protagonisti principali, quindi mi viene piuttosto naturale usare un POV per ogni personaggio. E ho scoperto che paradossalmente, scrivo molto meglio i POV maschili!

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall 'esterno?

Io divento il personaggio! Non solo mi immedesimo in loro, ma nel periodo in cui sto scrivendo vengo proprio risucchiata dalla realtà che sto creando e mi ritrovo così a vivere in un altro mondo, le vite dei miei personaggi, fino a quando il libro non è finito.

- Quali sono gli elementi per un buon Romance?

Per quanto possano dirne gli esperti e i professori, credo che la risposta a questa domanda sia molto soggettiva. Personalmente un buon romance deve essere ben scritto, deve descrivere situazioni verosimili e deve essere pieno di emozioni, in tutte le forme. Il lettore deve piangere, ridere, emozionarsi, deve sentire il cuore battere, i brividi sulla pelle, le farfalle nello stomaco e il respiro mancare. Se un romance non mi emoziona, può essere anche scritto benissimo, ma non sarà una storia che mi rimarrà nel cuore.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione, metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Ansia! Ho paura che il lettore non mi capisca, che non si emozioni, che odi i miei personaggi e soprattutto che non gradisca il modo in cui scrivo. Ma nel momento in cui, un lettore mi dice che si è emozionato con le mie storie e che ha apprezzato il mio modo di scrivere allora è gioia allo stato puro.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo romanzo?

"Il Nostro Posto Preferito Nel Mondo" è una bellissima storia d’amore. Dico che è bellissima perché è la storia di un amore grande, cresciuto col tempo e che supera le difficoltà, perché i protagonisti non possono proprio fare a meno l’uno dell’altro. È la storia di un amore vero, di quelli senza il quale non puoi vivere. Ma ci sono anche tanti altri elementi nel romanzo, sogni infranti, sogni realizzati, lotta contro le ingiustizie, amicizia, famiglia e poi, l’incanto delle praterie americane. Un’ambientazione da sogno per una storia contemporanea, che affronta temi attuali, pur restando molto romantica. Ho pubblicato per la prima volta questa storia su Wattpad. Una sera sono andata con le mie amiche a vedere A Star Is Born al cinema e la notte ho sognato una scena che poi ho riportato nel libro. Non che la storia c’entri qualcosa con il film, ma alcune canzoni e l’ambientazione hanno fatto scattare qualcosa nella mia mente e da quella notte non ho pensato ad altro che a Thomas ed Ally, i protagonisti del romanzo, fino a quando ho dovuto iniziare a scrivere di loro. Nel giro di qualche mese la storia era pronta ed ho iniziato a pubblicarla su Wattpad. Ha suscitato sin da subito molto entusiasmo e questo mi ha convinta a provare a farla diventare un libro da sfogliare. Grazie a PubMe e IoMeloLeggo, questo sogno è diventato realtà ed ora, l’amore struggente, tormentato e romantico di Thomas ed Ally, è raccontato in due libri veri e propri. Ancora non ci credo!

Io invece credo tu possa arrivare lontano con i tuoi romanzi, non mi resta che ringraziarti per aver preso parte a questa mia iniziativa e augurarti il meglio per il tuo futuro.

Alla prossima 😉

© Silvana Casetti

Domani INTERVISTA DOPPIA con Monica Menin e Leonisia d'Amico

Giovedì per il Romance quel vulcano di Serena Greco

Romance

Joy Clare Madness - Romance

Ferragosto Romance con Joy Clare Madness, autrice di "Io, te e il caos", al momento alle prese con un nuovo romanzo che uscirà a breve … siete curiosi di sapere qualcosa a riguardo?... non vi resta che leggere cosa ha risposto alle mie domande.

-Ciao Joy Clare , cosa ci racconti di te?

Ciao e intanto grazie mille per l’occasione che mi hai concesso. Sono una persona che ama la compagnia e il confronto, ma non disdegna il silenzio. Sono sempre positiva e forse sembro anche un po’ spavalda, ma in realtà sono tutt’altro. Adoro ridere di me stessa e con i miei affetti. Non mi piace chi si prende troppo sul serio. Amo creare, sia fisicamente che con le parole, perché, in fondo, sono una sognatrice. Sono anche una combattente, una che non si arrende mai e, mi hanno detto, che non ho paura di rinascere e reinventarmi. Ora basta, il resto lo lascio dire a voi…

- Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

Nella quotidianità sono molto concreta, pragmatica e non molto incline alle smancerie, ma dentro sono una gelatina rosa di romanticismo pronta ad esplodere. Ho bisogno dell’amore forte, di credere nei sentimenti veri e, sì, anche nei drammi. Però non posso escludere il lieto fine: per me è fondamentale.

- Hai sempre scritto solo Romance?

Ho esordito nel 2020 con il mio primo romanzo, un chick lit, il secondo sarà un altro genere ma sempre un romance. Non escludo di poter spaziare, mi piacerebbe ideare un fantasy in realtà, ma per farlo bisogna esserne capaci e, ora come ora, sono ancora troppo acerba. Preferisco migliorarmi    all’interno del genere romance, e poi chissà... Mai dire mai!

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Da bambina non leggevo moltissimo in realtà, qualche storia d’amore per adolescenti e poi ho spaziato da Brizzi a Baricco, passando per Shakespeare a libri di poesie. Per quanto riguarda i miei gusti attuali: sono follemente innamorata di molte autrici, perché ognuna di loro ha una peculiarità che mi fa sentire bene. Dipende cosa si cerca, in quel momento. Autrici italiane che ammiro e stimo ce ne sono davvero tante, è impossibile fare solo alcuni nomi. Amo le storie che hanno quella potenza narrativa che ti inchioda alle pagine e non ti fa dormire.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Amo la fotografia, soprattutto in bianco e nero: lo scatto ti fa vedere le cose, come le vede l’autore e ti apre il suo mondo. Adoro il cinema, capace di aprire la mente e instillare nuovi concetti su cui riflettere e che consente anche di evadere. Ma la musica credo sia imprescindibile dal mio essere, fa parte di me. Non riuscirei a vivere senza.

- Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

Ho iniziato a scrivere non avendo in mente di “scrivere un libro”, ho buttato giù pagine come se fossero una terapia al mio disagio. Solo in un secondo momento ho capito che poteva essere qualcos’altro, che poteva diventare un romanzo. Ero completamente digiuna, ora non sono esperta di sicuro ma va un po’ meglio.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

La storia parte da una scintilla, di solito un’immagine mentale che raffigura i due protagonisti. Poi inizio a chiedermi chi siano, cosa vogliano proprio come qualcuno che si incontra. A quel punto cerco di capire che storia voglio far raccontare a queste due persone. Ho un’idea di base e delle scene che di volta in volta si materializzano nella mia testa. E poi, unisco i puntini. Ho imparato a stilare delle schede dei personaggi ma per il resto vado a braccio. Solo così ci riesco, altrimenti “non funziono”. Faccio schifo con le scalette, c’ho provato ma non c’è verso!

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

Documentarsi è fondamentale, ma a volte non basta. Bisogna avere una fortissima capacità di immedesimazione per riuscire a scrivere qualcosa di davvero convincente se non si è vissuto in prima persona. Io, fino ad ora, ho il limite di non riuscire a raccontare qualcosa se non l’ho vissuta in prima persona. Poi magari un giorno ci riuscirò, ma procediamo per gradi. Un passo alla volta.

- Quando e come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia? Il mio primo romanzo, “IO, TE E IL CAOS”, è in prima persona, POV unico. Mi è venuto d’istinto e non sono andata a complicare le cose. Il secondo è a POV alternato, con una piccola intromissione. Mi affascinano le eccezioni alle regole e questa è la mia. La scelta dei POV credo parta dai personaggi, su quanto loro abbiano da raccontare di loro stessi e su quanto l’autore voglia svelare e il modo in cui intende farlo.

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall'esterno?

Sono una persona estremamente empatica, anche troppo: ho bisogno di immedesimarmi nella loro vita e di viverla altrimenti non riesco a emozionarmi. E senza emozioni non riuscirei a scrivere nemmeno la lista della spesa.

- Quali sono gli elementi per un buon Romance?

Oh mamma! Questa è difficile. Ti direi che è un mix di molti elementi, alcuni soggettivi e oggettivi. Sicuramente il primo passo è avere una “buona storia”. Però potrebbe non bastare, perché se la storia è buona ma l’autore non ha nulla da raccontare resta “soltanto” una buona storia. E poi avere una capacità di scrittura, quella che un po’ si ha per inclinazione naturale e un po’ si allena con l’esperienza. Però non credo ci sia una ricetta perfetta!

- Quali sono i pregi e difetti del self publishing?

Non ho esperienze con le case editrici, per cui non posso fare il confronto. Posso dirti che in self, tu sei imprenditore del tuo lavoro. Devi essere convinto del prodotto che hai tra le mani su cui hai lavorato mesi, ed essere bravo a invogliare il lettore a concederti una chance. E se sei un’emergente può essere difficile “farsi ascoltare”. Però la totale indipendenza e autonomia nelle decisioni è un grande plus.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione , metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Al momento della pubblicazione si è felici e spaventati in egual misura. Felici perché finalmente si vede concretizzato un progetto fatto di parole, virgole e minuzie. Spaventati, perché leggere un romanzo è come avere la chiave per il cuore dell’autore. Quando scrivo io sono nuda, davanti a quei fogli, non ho le barriere che indosso ogni giorno, nella mia quotidianità, con gli altri. Quando scrivo sono me stessa, nella mia essenza più pura e mi sento davvero libera.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo romanzo che uscirà a breve?

Il mio nuovo romanzo, in uscita dopo l’estate, sarà uno sport romance, Young Adult ambientato in Italia. Avrà toni romantici e dolci. Sarà diverso da “IO, TE E IL CAOS”, che è un chick lit frizzante dai dialoghi al vetriolo. Non vedo l’ora di farvelo leggere e di sapere cosa ne pensate. Speriamo bene!

Ora siamo curiosi di saperne di più sulla trama ma soprattutto di leggerlo. Nell'attesa ti ringrazio per la disponibilità data alla mia iniziativa.

Alla prossima 😉

©Silvana Casetti

Martedì 17    Romance                      con Berenike Swan

 

 

 

 


Non è stato inserito alcun video

Poesia

Sara Carli - Poesia

Eccomi di nuovo a voi con la seconda intervista Multicolor della giornata . È la volta di Sara Carli , poetessa con al suo attivo 2 libri di poesie anche molto particolari. Ora Sara ci racconterà del suo mondo e come vive la Poesia.

-Ciao Sara, cosa vuoi raccontare di te ai lettori?

Sono Sara Carli e sono una scrittrice di poesie dettate dall'anima del mio cuore che vibra ogni qual volta decide di esternare le emozioni, un po' come avere le farfalle nello stomaco. Quando l'anima del mio cuore vibra, vuol dire che è il momento giusto per iniziare a scrivere, rendendo partecipi gli altri di tutto quello che provo in quel momento, rendendolo indelebile nelle pagine colore della panna e per continuare a rendere partecipe anche me stessa delle mie stesse emozioni

 -Mi par di capire che il tuo genere sia la poesia?

Come ho già spiegato nella prima domanda, sono una scrittrice di poesie. Ogni tanto provo a pensare a come potrei scrivere un romanzo, invece che una poesia, ma niente, il mio cuore è lì, nei versi poetici. In realtà è iniziato tutto da quando mia nonna paterna ci ha lasciati nell'estate del 2020 , l'avevo omaggiata scrivendole una poesia che troverete nel primo libro . Libro che in realtà non pensavo di scrivere però il numero delle poesie continuava a crescere sempre più, mi ero accorta che mi piaceva e che lo sentivo come un bisogno di esternare le mie emozioni rendendole indelebili per poterle leggere per sempre e, come ho già accennato nella prima domanda, soprattutto per rendere partecipi tutti voi e farvi entrare nell'anima del mio cuore e così è nato il primo libro: "Frammenti poetici della mia vita".

-Quali sono stati e quali sono oggi i tuoi autori preferiti?

Diciamo che ho iniziato ad essere lettrice da poco. Da bambina e da ragazza, sembrerà strano, ma non mi piaceva affatto leggere. Adesso invece mi chiedo come io abbia fatto a stare senza letture per tutto questo tempo, perché la lettura fa viaggiare, fa sognare e non vorresti più venir via. Nel mio cuore, al momento, ci sono due autori che per me sono la vita: la prima è Alice DC., amica e scrittrice dei romanzi Magnolia e Blossom. Il secondo autore, che era anche un cantante, Pino Mango che, ebbene sì, oltre a cantare aveva scritto tre preziosi libri di poesie.

-Quali sono le altre forme d'arte che prediligi oltre la scrittura?

Io credo che ogni forma d'arte sia bellissima e che dovrebbero tutte salire al primo posto sul podio, comunque io amo suonare il mio prezioso flauto traverso oltre che scrivere, quindi direi la musica.

-Hai trovato difficoltà quando hai cominciato a scrivere e ora come sta andando?

Diciamo che è stato tutto molto spontaneo nello scrivere. Direi che sto trovando difficoltà solamente nel fare notare le mie opere, perché sono una self e non è affatto semplice perché scrivo poesie e le poesie vanno sapute apprezzare, vanno capite e vanno rese proprie come se una persona l'avesse già vissuto in qualche modo, ma al di là di questo, quando ognuno di noi porta a termine una qualsiasi forma creativa artistica, credo che abbia già vinto e che debba solo e soltanto festeggiare, perché non importa a chi arriverà e a quante persone, ma importa solamente il grande valore che ha e renderlo indelebile, così da non poterlo più cancellare e farlo crescere come se fosse il proprio bambino.

-Come trovi l'ispirazione per scrivere poesie?

Io aspetto solo l'anima del mio cuore. È lei che mi parla. Appena la sento vibrare, inizio a scrivere, perché in quel momento sento il bisogno di esternare quello che provo.

-Quanto ritieni importante lo studio di determinati termini, ambienti e usanze nella poesia?

Ogni qual volta che scrivo poesie, vado a cercare sempre parole nuove da usare, parole che non sia sentono quasi più nei giovani di oggi, quindi si, lo ritengo importante.

-Come si svolge il tuo personale processo creativo?

Scrivendo poesie e non romanzi, credo che più che immedesimarmi nei personaggi o assistere alla storia dall'esterno, credo proprio di essere quella persona, di essere quel determinato oggetto, di essere qualsiasi cosa per riuscire ad ispirarci la poesia al meglio e in modo tale vivere il soggetto al cento per cento.

-Quali sono gli elementi importanti che rendono un libro di poesie bello e da ricordare?

L'elemento che serve per un buon libro di poesie in questo caso, credo sia proprio l'avere pazienza. Assolutamente dobbiamo scrivere solamente quando è il momento giusto e quindi non fare alcun tipo di forzatura. Ascoltare sempre il proprio cuore e soprattutto la sua anima, perché è lei che ti chiamerà. Altrimenti, secondo me, è meglio fare altro.

-Pregi e difetti del self-publishing

 I pregi del Self-publishing è che, al momento della pubblicazione, si ha subito la copia del libro in vendita e pensano a tutto loro. Il lettore basta che ordina e loro stampano e spediscono. Una comodità molto utile. I difetti purtroppo ci sono e credo che il primo sia che lo scrittore ci guadagna molto meno della metà del prezzo inserito al momento della pubblicazione ed ovviamente, essendo una self, me la devo sbrigare tutto da sola. Se non ci fossero questi difetti, sarebbe molto più che comoda e utile al cento per cento. Ma al momento si fa con quello che si può e penso e credo che al momento che si pubblica un libro, la vittoria sia già belle nostre tasche, vada come vada.

-Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione, metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

La sensazione credo sia qualcosa di fuori dal comune, non semplice da spiegare. È come fare cullare il proprio bambino, quel bambino che hai fatto nascere dall'anima che da tanto bussava al cuore.

-Vuoi parlarci brevemente del tuo ultimo libro?

Momentaneamente ho scritto due libri di poesie. Il primo libro, uscito i primi di Marzo del 2021, il secondo poco dopo , a Maggio. Sì, sono usciti praticamente insieme. Diciamo che il primo libro è quello più sentito, come intimità, mentre il secondo è più particolare dato che è un libro di poesie ispirate al mondo ludico. Diciamo che sono voluta andare un po' fuori dalle righe e fare qualcosa di diverso e di originale che nessuno ha mai fatto (almeno lo spero). Sono poesie dove il lettore deve indovinare a che mondo ludico sono ispirate (Giochi da tavolo, videogiochi, personaggi ecc...). Ovviamente in fondo al libro ci sono anche tutte le risposte, un po' come in un cruciverba. Ovviamente il mio scopo è quello di rendere queste poesie anche intime, in modo che il lettore possa anche staccarsi dal provare ad indovinare a cosa sono ispirate e farle proprie come quelle del primo libro. A proposito, qui l'anima sta iniziando a vibrare di nuovo. Preparatevi, perchè c'è qualcosa in pentola che sta iniziando a scaldarsi.

Grazie Sara , è stato un piacere conoscere questo tuo mondo poetico.

Alla prossima 😉

Domani Romance con Joy Clare Madness

© Silvana Casetti

Poesia

Samuele Formisano - Poesia

Per questo sabato di ferragosto e per la serie Multicolor andremo a conoscere il primo autore di questa lunga serie . Lui si chiama Samuele Formisano - su IG lo trovate come Sam Dreamsandfears- scrive per lo più poesie ma … beh! Questo scopritelo leggendo la sua intervista che , devo dire , l'ho trovata molto interessante.

-Ciao Sam, parliamo un po' di te

Mi chiamo Samuele, ho 30 anni e a settembre mi laureo in psicologia clinica. Scrivo dall’età di 13 anni ma in modo altalenante per anni, fino all’apertura della pagina 2 anni fa. Scrivo prevalentemente poesie ma l’anno scorso mi sono cimentato nella stesura di un romanzo breve: “L’amore ai tempi del coronavirus"

-che tipo di poesie scrivi e cosa ti ha spinto a cimentarti in un romanzo?

Scrivo poesie ispirate alle mie emozioni, sensazioni, a ciò che ho vissuto in passato e che vivo ogni giorno con la vena malinconica che    contraddistingue le mie riflessioni. Il romanzo è un romance, una storia d’amore (ma non solo) e mi ha ispirato la medesima attenzione che rivolgo sempre alle emozioni e ai sentimenti propri e altrui.

- Quali sono i tuoi autori  preferiti?

Gli autori per cui stravedo in particolare sono Baricco, Pirandello, Ammaniti e Oscar Wilde.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Mi piace un sacco la pittura (mio padre è un pittore), la recitazione e infine la musica, infatti uno dei miei sogni nel cassetto principali è imparare a suonare il pianoforte.

- Hai incontrato molte difficoltà all’inizio e come va ora?

All’inizio è stato difficile farsi conoscere dai lettori ma al tempo stesso ho recuperato tante poesie scritte in passato ed ero un fiume in piena di idee. Le difficoltà dell’ultimo periodo riguardano soprattutto un calo dell’ispirazione che per me è fondamentale per scrivere ma spero che tornerà presto, non appena questo periodo molto stancante sarà terminato.

- Come viene l'ispirazione per la storia del romanzo e, successivamente, come si è svolto il tuo personale processo creativo?

La mia storia nasce da un’esperienza autobiografica che è stata poi sviluppata e continuata notevolmente nella fantasia, riflettevo già da tempo sulla natura dei sentimenti e di come essi sono cambiati nella nostra epoca digitale e infine la situazione della pandemia mi ha dato l’input finale. Ho scritto in piena trance creativa in poche settimane e tendenzialmente il mio processo creativo è così caratterizzato.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze nel tuo genere letterario?

Sicuramente è un aspetto importante per dare un contesto preciso e veritiero alla narrazione. Personalmente preferisco lasciare molto spazio all’immaginazione e alla fantasia del lettore ma, al tempo stesso, descrivere    accuratamente paesaggi e ambienti per “far vedere” la scena con gli occhi della mente. In particolare cerco di curare i personaggi più possibile dal punto di vista psicologico.

- Come hai vissuto la stesura del libro, ti sei immedesimato nei personaggi oppure è come se avessi assistito alla storia dall' esterno?

Mi immedesimo completamente nei personaggi, provo le loro emozioni, sensazioni, vedo ciò che loro vedono e sento i profumi che loro sentono. Vivo la storia in prima persona, immergendomi completamente, infatti tante volte prendo spunto da eventi autobiografici.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione, metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Non sono ancora padre (e spero di esserlo un giorno), ma è un po’ come mettere al mondo un figlio. C’è l’entusiasmo dopo tanta attesa e magari anche tanta difficoltà nella creazione, nel trovare le parole giuste che esprimano al meglio un’emozione, e c’è anche un po’ di timore. Timore che quella propria creatura non riesca a “farsi spazio” in un mondo non sempre facile, in un mondo duro a volte. Si scrive per se stessi ma io credo anche che si scriva anche sempre per l’altro, per condividere, per rispecchiarsi reciprocamente nei vissuti e nelle mille sfaccettature dell’animo umano.

- Vuoi parlarci del tuo romanzo?

 “L’amore ai tempi del Coronavirus” parte da un’esperienza autobiografica e cerca di rispondere alla domanda che per secoli, filosofi e letterati si sono posti: se l’amore (come si dice sempre) possa davvero superare ogni ostacolo. La storia di Lorenzo parte da uno spunto autobiografico, l’amore per una ragazza alla quale il protagonista non si è dichiarato. La pandemia interviene in modo drastico anche su questa piccola, storia comune d’interazione tra due giovani, dividendoli in maniera traumatica. Marianna, la protagonista, fugge via: trascinata dalle vicende pandemiche come da un fiume in piena, torna a casa dove, peraltro, ha un ragazzo “ufficiale” che, per recuperare un rapporto logorato dal tempo e dalla distanza, fa di tutto. Lorenzo tergiversa a lungo. Ha il suo strumento    d’intermediazione, come tutti noi, lo smartphone, lo guarda ed aspetta notizie da Marianna, digita messaggi ma poi non li manda. Ad un certo punto, quando le autorità decidono di dichiarare l’intera città “zona rossa” e di impedire alle persone di entrare ed uscire, smette di subire passivamente la sua vita e scappa appena in tempo. Vuole raggiungere Marianna. Torna quindi “il viaggio”, come metafora della ricerca di sé, prima ancora che dell’altro, attraverso un’Italia martoriata dal virus e ripiegata su se stessa, in cui era (ed è) forte la tentazione di chiudersi al proprio interno e delegare al digitale il rapporto con gli altri. Lorenzo viaggia per vivere un sentimento senza intermediazione, anche senza quella degli strumenti tecnologici attuali che ci spingerebbero ad un’automatica distanza sociale che la pandemia ha solo acuito: non a caso, dimentica il cellulare a casa al momento della fuga dalla città e, quando Marianna risponde al suo primo messaggio, lui non può leggerlo. Ma è così importante che ne conosca il contenuto? La risposta (non la soluzione) è nelle pagine di “L’amore ai tempi del Coronavirus”.

Sam, ti ringrazio per aver partecipato a questa mia iniziativa , risposte un po' diverse ma molto interessanti . Buona fortuna per tutto 😊

Alla prossima 😉

Domani ROMANCE con Joy Clare Madness

© Silvana Casetti

ROMANCE

Noemi N. - Romance

Ormai lo sapete tutti che il Giovedì qui dalla Silvy è Romance ma oggi avremo unicorni che ci gireranno intorno … Come mai? … Semplice , alla nostra Noemi N. piacciono molto quindi aleggeranno sull'intervista .

Ma passiamo alle cose serie con l'autrice di "Per amore di una stella" l'ultimo suo romanzo che , sono certa, quasi tutte avrete già letto..

-Ciao Noemi, cosa vuoi rivelarci di te?

Sono Noemi N. lavoro come segretaria di direzione e nel tempo libero mi dedico alle mie più grandi passioni: la scrittura e la lettura, specialmente di romanzi rosa. Amo viaggiare, conoscere il mondo. Adoro gli Stati Uniti, in particolare New York e Boston, che ho girato in lungo e in largo per anni. Appassionata di unicorni, colleziono ogni sorta di gadget a tema. Ho un mio blog (www.noemi-n.com) dove tratto di scrittura, lettura e delle mie storie.

- Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

Durante il lockdown dell’anno scorso ho ripreso in mano un’idea che coltivavo da tanto tempo e ho trovato il coraggio di buttarmi. Il romance è il mio genere preferito e scrivere una storia tutta mia è sempre stato il mio sosogno .

-Quindi pensi di rimanere sul genere Romance?

Sì, non credo potrei scrivere altro!

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Sophie Kinsella, Anna Premoli e Felicia Kingsley.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Su tutte viaggiare. Ritengo che conoscere il mondo sia la più grande forma d’arte, perché ti apre la mente e ti fa scoprire culture e stili di vita anche molto diversi dai tuoi.

- Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

Quando ho deciso di buttarmi con il mio primo romanzo l’ho pubblicato in self su Amazon. Ho fatto tutto da sola e non conoscendo nulla di questo mondo non avevo molti mezzi per farmi conoscere. In seguito ho avuto la fortuna di entrare a far parte della CE Blueberry Edizioni che mi ha aiutato, e ancora lo sta facendo, a crescere molto come autrice e a farmi conoscere. Sono molto soddisfatta dei risultati che sto ottenendo.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

Dipende dal romanzo. Il primo che ho scritto è nato da un sogno che avevo fatto e da quell’idea sono partita a sviluppare l’intera storia. Di solito prendo appunti sulle note del mio cellulare con spunti, pezzi di dialoghi, idee, tutto ciò che mi viene in mente. Inizio a scrivere solo quando ho bene in mente tutto lo svolgimento dall’inizio alla fine.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

Per quanto mi riguarda moltissimo. Di solito scrivo di luoghi che conosco, perché mi piace trasmettere la “realtà” in ciò che descrivo. Se c’è qualche particolare di cui non sono a conoscenza mi informo in maniera approfondita.

- Quando e come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia?

Finora ho scritto sempre dal punto di vista unico di lei semplicemente perché la storia è nata così nella mia mente fin dall’inizio. Nel romanzo che sto scrivendo ora invece mi cimenterò per la prima volta con il doppio POV, perché lo ritengo migliore per far capire il racconto.

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall 'esterno?

Un po’ a metà tra le due opzioni. Da un lato cerco di immedesimarmi per capire se i pensieri dei personaggi hanno un senso logico, dall’altra cerco anche di viverla da esterno per non metterci troppo di me e rimanere “neutrale”.

- Quali sono gli elementi per un buon Romance?

Secondo me una storia accattivante che ti tenga incollata alle pagine e ti faccia sognare, non prolisso, protagonisti ben delineati, personaggi secondari di sostanza e non solo da cornice, ambientazioni , dialoghi e scene ben descritti, tanto romanticismo, finale che non delude e che porta a termine tutti i punti in sospeso del romanzo (a meno che non sia previsto un sequel naturalmente

 - Quali sono i pregi e difetti del self-publishing?

Pregi che sei tu stessa ad avere l’ultima parola e puoi fare di testa tua. Difetti che se non sei molto avvezza con editing e grafiche e non hai un grande seguito è difficile farsi conoscere e notare tra un mare di autori. Avendo provato entrambe le opzioni posso dire di preferire affidarmi ad una CE.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione, metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

È una cosa difficile da spiegare. È come lasciare libero e affidare al mondo qualcosa che fino a quel momento è stato solo tuo. Provi un mix di ansia, orgoglio e speranza di arrivare alle persone nel modo in cui vorresti.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo ultimo romanzo pubblicato?

Il mio ultimo romanzo è uscito a marzo edito per Blueberry Edizioni e si intitola “Per amore di una stella”. È una storia che avevo già pubblicato in self tempo prima e che ora grazie alla mia CE ha avuto vita nuova e migliorata. È un romance che fa sognare, con una vena ironica ma allo stesso tempo di sofferenza nelle storie di vita dei protagonisti e che ti trasporta nel mondo di Hollywood dove non tutto è superficiale come può apparire…

-So che vorresti aggiungere qualcosa

Si, vorrei dire che proprio in questi giorni ho firmato nuovamente con la Blueberry Edizioni per il mio nuovo romanzo terminato recentemente. Sono entusiasta ed onorata di poter lavorare ancora una volta con questa bellissima squadra! Per aggiornamenti in merito quindi stay tuned!

Molto bene Noemi , non mi resta che congratularmi con te per questo ulteriore traguardo raggiunto e augurarti buona fortuna per tutto.

Alla prossima 😉

Vi ricordo che SABATO per i MULTICOLOR avremo ben 2 interviste . Conosceremo Sam Dreamsand e Sara Carli

Mentre DOMENICA per il ROMANCE avremo Joy Claire Madness

© Silvana Casetti

ROMANCE

Vanessa Vescera e Fabiana Andreozzi

Secondo appuntamento con "Le interviste doppie" ovvero domande alle autrici che scrivono alcuni dei loro romanzi a 4 mani. Oggi avremo Vanessa Vescera che ci parlerà della sua esperienza con Fabiana Andreozzi che, causa alcuni impegni improrogabili, non è riuscita a farmi avere le sue risposte in tempo scusandosi sia con me che con tutti voi . Fabiana mi ha detto: "Lascio rispondere Vanessa tanto ci dicono che è come se avessimo  un cervello solo da quanto siamo in sintonia".

Quindi ora scopriamo come  è nato  "The big skate" 

-Come nasce l'idea di scrivere in coppia?

Nel caso mio e di Fabiana è stata una scelta naturale e non pensata. Ci siamo conosciute grazie al web e da quel giorno non abbiamo mai smesso di inventare storie e scrivere insieme.

-Come si decide con chi scrivere a 4 mani?

Per scrivere a quattro mani bisogna essere persone con un forte senso della collaborazione ma anche con un buon feeling. Più che decisione io parlerei di affinità mentale e di vedere la scrittura come un’opportunità e non come un mondo solo solitario. Sono del parere che non si decide di scrivere insieme ma accade come capita di innamorarsi.

-Mi incuriosisce sapere se scrivete sempre a distanza tramite scambio file o come fate?

Per la maggiore scriviamo a distanza con scambio file, ma lo facciamo anche via telefono dettandoci varie parti e interagendo. Abbiamo scritto anche sedute alla stessa scrivania smontando testi e ricostruendo. Per me e Fabiana la scrittura a quattro mani insieme è stata sperimentata anche a testa in giù.

-Ora parliamo dell'ultimo romanzo uscito scritto in due, come è nato e perché proprio uno sport Romance?

" The Big Skate" è nato prima rispetto a Shootout, avevamo voglia di scrivere uno sport Romance dove lo sport non fosse un contorno, dove la passione dei due protagonisti fosse la ragione di un’unione che viceversa non sarebbe potuta esistere. Un testo che doveva parlare di due mondi diversi che sul ghiaccio diventavano uno solo.

-Come si è svolta la stesura, è stato complicato scriverlo?

In realtà no, a parte proprio la revisione di The Big Skate a causa della scrittura di Shootout in seconda battuta. Siamo state costrette a fare una revisione snervante e faticosa sulle prime centocinquanta pagine. Per il resto è stata una bellissima avventura che ci ha lasciato alla fine un po’ svuotate.

-A chi è rivolto il vostro libro e perché lo dovremmo leggere? I punti di forza quali sono?

In realtà il nostro libro è rivolto a chiunque abbia voglia di immergersi in una storia d’amore che resiste contro tutto e tutti, anche contro se stessi, le proprie paure e insicurezze. Potrei darti un target ma ho avuto dei feedback anche da over 60 sia di genere femminile che maschile, e penso sia sbagliato targhettizzare, perché così lo dice il marketing un genere restringendolo a una fascia di mercato. Sul perché leggerlo penso sia facile affermare che vada fatto per la speranza di farcela, di cadere ma sapersi rialzare e per ritrovare la forza dei propri sogni, anche quando sono difficili, si possono avverare.

-Parla liberamente del vostro romanzo.

 No, dai, finisce che scrivo un altro romanzo. "The Big Skate" è uno sport romance con tematiche che possono sembrare ad alcuni superate, come l’ostacolo della famiglia o l’essere succubi di scelte altrui, ma la realtà è che esiste ancora tutto questo in alcuni ambienti, più o meno altolocati, e che a volte bisogna essere capaci di osare per riuscire a spiccare il volo. Audrey e Tyler insegnano molto, perché da un fallimento, come una caduta sul ghiaccio si può imparare a crollare e rialzarsi anche nella vita.

Grazie Vanessa per la disponibilità e grazie anche a Fabiana che avremo sicuramente l'occasione di sentire più avanti

Alla prossima 😉

Domani ROMANCE con Noemi N.

© Silvana Casetti

Martina Lago - Romance

Siamo pronti per una nuova intervista?...siii!!! … bene!... Allora via alle domande ad un'autrice emergente molto promettente, Martina Lago, che ha scritto il suo primissimo romanzo durante il lockdown.

"La scommessa che mi porta da te " pubblicato con Blueberry Edizioni , è il titolo del suo libro che molti di voi avranno già letto e che altri leggeranno presto.

-Ciao Martina, raccontaci qualcosa di te

Ciao, mi chiamo Martina, sono impiegata e tra il lavoro e la famiglia mi ritaglio un po' di tempo per leggere e scrivere. Mi sono sempre definita grafomane perchè ho sempre scritto parecchio: diari che riempivo di versi miei, testi di canzoni, poesie famose e lettere che mi aiutavano a esternare quello che non dicevo a parole. Mai e poi mai avrei pensato di pubblicare un libro.

- Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

In realtà non avevo intenzione di scrivere un romance. Durante il lockdown la mia ditta ha chiuso per tre settimane e tutte le attività si sono fermate, quindi mi sono trovata con parecchio tempo a disposizione. Ho cominciato a scrivere quello che mi passava per la testa, prendendo spunto da una scena di una serie tv che mi aveva particolarmente colpita e ne è uscito il mio libro. Doveva essere solo un modo per rilassarmi durante quel momento particolare ma poi ho ceduto all'insistenza di mia cugina e di mia figlia e ho spedito il manoscritto a delle case editrici... ed eccomi qua, felicemente incredula di sentirmi definire autrice emergente.

-Quindi, per ora, prosegui con il genere romance?

Per ora credo che il romance sia quello che preferisco, visto che continuo a scrivere romance.

-Quali sono stati, da bambina e anche ora da adulta, i tuoi autori preferiti?

Da piccola adoravo Gianni Rodari e i poeti italiani di fine '800 - primi '900, Carducci e Pascoli su tutti. Non ho un genere preferito, leggo un po' di tutto, mi piacciono in particolare i legal thriller e ultimamente i romance, naturalmente. "Cime tempestose" e "Le parole che non ti ho detto" di Sparks sono il libri che mi hanno avvicinato al genere.

-Quali altre forme d'arte ti piacciono oltre la scrittura?

Non sono un'esperta ma mi piace la pittura, in particolare gli impressionisti.

- Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

Diciamo che, non avendo mai pensato di pubblicare un libro, mi sono trovata catapultata in un mondo completamente nuovo e sconosciuto. Fortunatamente ho incontrato persone speciali e molto disponibili ad aiutarmi e consigliarmi. Ora mi sento meno "spaesata".

-Come viene l'ispirazione e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

L'ispirazione può venire da qualsiasi cosa, da una scena vista alla tv o da qualcosa che mi succede nella vita quotidiana, da lì poi, parte tutto. Elaboro l'idea di fondo, la storia che vorrei scrivere e poi è lei a farsi largo nella mia mente, a raccontarsi da sola, a me non resta che scriverle in fretta perché poi svaniscono e non si ricordano più (per dirla alla Vasco Rossi). Per il mio primo libro e per quello che ho scritto poi, è andata così.

-Quanto sono importanti lo studio e la ricerca per ambientazioni e usanze in un romance?

Secondo me la ricerca è importante, forse perché sono precisina. Parlo più da lettrice in questo caso: non mi piace molto trovare incongruenze nei libri, specialmente quando si tratta di argomenti a portata di tutti. Passi l'imprecisione su un argomento particolarmente ostico, ma sulle piccole cose di cui è facile informarsi, l'imprecisione mi lascia un senso di superficialità. Per scrivere il mio libro, per quanto semplice esso sia, mi sono informata sul sistema scolastico americano, sul clima e l'ambiente del Michigan e su come è strutturata un'azienda americana. Penso che la precisione su queste piccole cose sia un valore aggiunto alla storia.

-Come e quando si decide il POV da seguire?

Nel mio libro ho usato la terza persona per dare spazio ai pensieri e alle emozioni di entrambi i personaggi, non è stata una scelta comunque, è venuto così, a getto. Nel mio lavoro successivo ho usato il POV della protagonista e devo dire che mi sono immedesimata molto di più nel personaggio. Credo dipenda dal tipo di storia che vuoi scrivere ma non sono così esperta per potermi esprimere.

-Quando scrivi ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla loro storia dall'esterno come fosse un film?

Assolutamente mi immedesimo, anzi, cerco di farlo il più possibile. Provo a capire cosa provano e a sentire le loro emozioni, credo che per me sia il modo migliore per poterli raccontare a pieno.

-Quali sono gli elementi vincenti per un buon Romance?

Un buon romance, come ogni altro libro, dovrebbe farsi leggere piacevolmente, farti sentire la sua mancanza appena arrivi alla fine. Chiarezza e scorrevolezza sono importanti, ma importanti sono anche le emozioni che ti trasmette.

-Cosa ne pensi del self-publishing?

Non ho esperienza di self-publishing, posso solo dire che io, senza la Blueberry Edizioni, probabilmente non avrei mai pubblicato, sarei rimasta bloccata dalla mia insicurezza e dall'idea di essere troppo "normale" per poter scrivere qualcosa di interessante. L'editore mi ha convinta che potevo farcela e mi ha guidata passo passo per tutto il tempo.

-Cosa provi quando, al momento della pubblicazione, lasci la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Era il mio primo libro e in un primo momento è stata "l'ansia da prestazione" a prevalere: è scritto bene? Lo troveranno interessante o noioso? Piacerà? Poi hanno cominciato a leggerlo e sono arrivati i primi riscontri, la prima recensione, i messaggi delle amiche che lo avevano letto e l'ansia si è trasformata in immensa gioia. Il fatto di sapere che qualcuno apprezza quello che ho scritto mi rende felice e fiera di me. E non importa se non sono grandi numeri, io il mio traguardo l'ho raggiunto (pensavo di vendere sì e no una ventina di copie). Questo non vuol dire che mi fermerò, sia chiaro! Citando un'altra canzone "... c'è che ormai che ho imparato a sognare, non smetterò..."

-Ora, vuoi parlarci del tuo romanzo?

"La scommessa che mi porta a te" è un young adult che racconta la storia di due liceali, Chris e Sarah. Per colpa di una stupida scommessa, i due ragazzi si avvicinano e si conoscono veramente. Da qui nasce una grande amicizia che permette a Sarah di superare la sua perenne insicurezza e liberare le proprie emozioni, e a Chris di affrontare i problemi che derivano da un rapporto conflittuale con suo padre e a credere di più in se stesso. All'inizio può sembrare il classico YA, ma proseguendo con la lettura, le vicende legate alla fonderia del padre di Chris aggiungono un po' di suspense alla storia. Questa anomalia, come la chiamo io, credo dipenda dal fatto che non era mia intenzione scrivere un libro quando ho cominciato a buttar giù le idee che mi balenavano in testa e quindi non sapevo di preciso dove mi avrebbe portato la narrazione. Alla fine è venuto fuori qualcosa di diverso che a qualcuno sembra piacere, per fortuna.

Grazie Martina per la tua disponibilità e ti auguro di ❤️ di proseguire questa tua professione di autrice Romance con sempre maggior successo. Buona fortuna!

Alla prossima 😉

MERCOLEDÌ sarà la volta delle INTERVISTE DOPPIE con Vanessa Vescera e Fabiana Andreozzi.

GIOVEDÌ per il ROMANCE avremo Noemi N.

© Silvana Casetti

Romance

Belle Landa - Romance

Domenica è Romance qui dalla Silvy e questa volta tocca a Belle Landa , già autrice di "Ciak , ti amo" che sto leggendo e mi sta piacendo e, nel momento in cui ha risposto alle mie domande , in procinto di pubblicare "I love Morrison" che , probabilmente, a questo punto molti di voi avranno già letto quindi , bando alle ciance e scopriamo come le è venuta l'idea di parlare ancora di Morrison .

-Ciao Belle, cosa puoi dirci di te?

Sono una contabile, studiavo per diventare una giornalista ma ho lasciato, anche se ho continuato a scrivere per piccoli giornali locali. Ora mi dedico ai romanzi.

- Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

È stato un caso, venivo da un periodo molto stressante. Avevo finito di scrivere e pubblicato il mio primo romanzo thriller. E in quel periodo leggevo prettamente romanzi rosa. Quindi mi sono detta perché non provo? Avevo una buona idea e tempo da spendere. Così mi sono divertita a scrivere qualcosa che mi aiutasse a rilassarmi. Da quell’esperimento è nato Amore e popcorn e non mi sono più fermata.

- Quindi non hai sempre scritto solo Romance?

No, il mio primo romanzo è stato un thriller, anche se poi l’ho rivalutato perché ha un’ampia componente romance al suo interno. Insomma i romanzi rosa erano già nel mio destino.

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta? 

Il mio autore in assoluto preferito da quando sono piccola è Stephen King. Lo adoro! Lo trovo mai stancante e geniale in tutte le sue scelte stilistiche e di trama.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Adoro il cinema e penso si capisca dai miei romanzi. Non molti ci pensano ma alla base di un buon film come di un romanzo c’è la trama e in questo caso la sceneggiatura. Non esiste un buon film senza un buon testo. Mi piace quando un regista riesce a mettere su pellicola le idee di uno scrittore rendendole sue.

- Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

Le difficoltà ci sono sempre. Ci sono momenti di sconforto in cui tutto sembra girare male e altri in cui sei felice perché vieni letto e capito. Io scrivo principalmente per me stessa, per soddisfare questo bisogno impellente di mettere su carta i miei pensieri. Quindi quando lo faccio cerco di divertirmi e fare quello che mi piace, però poi è una battaglia ogni giorno per farsi conoscere.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

La storia nasce da sola, non cerco percorsi strani o esercizi di scrittura. Anzi delle volte ho così tante trame da sviluppare che devo fare una scelta. Solitamente lascio maturare l’idea che secondo me ha più valore e se nel tempo resta vuol dire che è quella giusta. Metto nero su bianco le linee principali, i protagonisti, la trama. E poi continuo a rimuginarci finché non mi sento pronta a scrivere. Non lo faccio fino al momento in cui non mi sento realmente pronta, altrimenti so che mi potrei bloccare nel bel mezzo della stesura e per uno scrittore è un dramma vero e proprio.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

Beh, fondamentale. Nel mio ultimo romanzo i love Morrison ho fatto studi approfonditi. Nella prima parte ho deciso di ambientare il tutto a Rapa Iti, un’isola sperduta della Polinesia Francese. Ma non volevo raccontare i soliti cliché. Allora ho contattato una signora che ci vive e anche un giornalista freelance francese, che mi hanno fornito dettagli utili. Poi ho letto forum, interviste, blog e tanti tanti libri. Il tutto perché credo sia giusto dare al lettore una visione realistica dei luoghi trattati. Idem quando ho scritto "Ciak! Ti amo!" mi sono documentata su New York e Los Angeles, ho raccontato di posti reamente visitabili e ho cercato di dare giustizia alle ambientazioni.

- Quando e come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia?

Mi viene in automatico. In "Amore e popcorn" sapevo che la protagonista indiscussa sarebbe stata Agatha e la voce sarebbe stata esclusivamente la sua. In "ciak! Ti amo!" necessitavo di due pov perché Raffaello è un personaggio forte ma nasconde un lato tenero. Dipende sempre da cosa si vuole mostrare al lettore e cosa si vuole lasciare solo immaginare.

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall 'esterno?

Non so quale sia il metodo migliore ma io cerco di immedesimarmi, per vivere sulla mia pelle le emozioni e cercare di trasferirle sulla carta e poi al lettore. Non è una cosa facile e delle volte mi sono trovata a piangere per via di una situazione appena scritta, ma ho capito di essere sulla giusta strada.

- Quali sono gli elementi per un buon Romance?

Per prima cosa una solida storia d’amore. Poi di sottogeneri ce ne sono tantissimi nel romance, quindi gli elementi possono variare. Io cerco di intrattenere senza risultare mai pesante, ma allo stesso tempo cerco di inserire elementi e temi anche delle volte importanti.

- Quali sono i pregi e difetti del self-publishing?

I pregi sono molti. Hai ampia manovra su tutte le scelte. Dal contenuto del romanzo, al marketing, alle decisioni legate sul prezzo e le promozioni. I difetti sono tutti ricollegabili a questa libertà. Ciò vuol dire che tutto ricade sulle tue spalle. Si vede davvero lavorare sodo. Tutto dipende da te. Inoltre non sempre si risulta credibili e la concorrenza è davvero tanta.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione, metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Dato che sono nei giorni precedenti alla pubblicazione posso esattamente descriverti tutto in un’unica parola. TERRORE. L’ansia è tantissima, ci sono mille dubbi e incertezze. Tutto ciò che si credeva vacilla. Si sta in pensiero, si spera che il romanzo piaccia e che venga accolto bene.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo romanzo in uscita?

"I love Morrison" esce il 29 luglio  e per me è fonte di enorme soddisfazione. Si tratta dello spin off di "ciak! Ti amo!" ma si può tranquillamente leggerlo da solo perché non è strettamente collegato al primo romanzo. "I love Morrison" racconta la storia appunto di Morrison, regista hollywoodiano acclamato da pubblico e critica, che si trova in una profonda crisi esistenziale e decide di partire per un’isola sperduta della Polinesia per ritrovare sé stesso. Lì si imbatterà nella lettura di un romanzo che gli risolverà il blocco lavorativo. Partirà per Londra per incontrare l’autore del libro per strappargli i diritti cinematografici, ma nella città inglese troverà non solo un nuovo progetto cinematografico ma anche l’amore.

Grazie Belle e che Morrison possa portarti grandi soddisfazioni

Alla prossima 😉

Prossimo giro un altro regalo , MARTEDÌ 10 Agosto  la protagonista sarà Martina Lago

© Silvana Casetti

Gialli

Elisa Contardi genere: Gialli

Oggi , in tremendo ritardo, conosceremo per la categoria MULTICOLOR , Elisa Contardi , autrice di gialli lombarda ,innamorata della Val d'Ossola , in particolare della Val Bognanco , tanto da volerci ambientate alcuni suoi libri dei quale ci parlerà in questa intervista .

-Ciao Elisa, parliamo un po' di te

Sono nata nel 1979 in provincia di Pavia, ma da sempre sono legata all’Ossola e in particolare alla Val Bognanco, dove possiedo una casa. Quel luogo è per me grande fonte di ispirazione. Ad oggi ho scritto cinque romanzi. Il Mistero della Baita del Cervo Rosso è ambientato interamente proprio in Val Bognanco e si è aggiudicato una menzione al premio di narrativa Stresa 2016. Dal 2012 sono presidente di Giuria del Premio di Poesia e Narrativa Bognanco Terme, da due anni sospeso a causa della pandemia.

-Che genere  letterario scrivi e cosa ti ha spinto a seguire questo filone?

Ho sempre amato il genere giallo, il mistero. Nel 2018 con “Silenzio in Arcadia” ho dato vita al personaggio del Commissario Ascanio Greco, che dopo aver risolto un caso importante in Oltrepo, in “L’urlo delle stelle” viene trasferito nel commissariato di Domodossola.

- Quali sono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Ho sempre amato i gialli, quindi in generale tutti gli scrittori italiani e non, giallisti. Amo però leggere anche libri di altro genere, soprattutto quelli di mental coach americani.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

La musica che crea sempre emozioni nell’anima,    impossibile       non collegare un momento particolare della nostra vita ad una canzone, e la fotografia. Sempre in Val Bognanco nel 2018 ho tenuto una mostra fotografica dal titolo “Frammenti d’Ossola” che rappresentava scatti di particolari dell’Ossola, quelli che spesso scappano all’occhio del turista.

- Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

La scrittura, come ogni forma d’arte, è una terapia. Tutti noi scrittori abbiamo l’illusione dopo il primo romanzo di essere pubblicati da grandi case editrici. Poi comprendi che il vero scopo della scrittura non è quello di arricchirci economicamente ma    umanamente. La soddisfazione più grande è quando ti crei un pubblico di followers che ti segue e ti domanda quando uscirà il prossimo libro. Con il self publishing diventi editore di te stesso e puoi fare un buon lavoro.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

L’ispirazione per me parte anche da un fatto insignificante, che fa scatenare nella mia mente un’idea. Quando inizio a scrivere un romanzo, e così è stato anche per “L’urlo delle stelle” non ho mai la trama definita. Mi faccio rapire dalla storia, dai suoi personaggi e così fino alla fine, fino alla risoluzione del caso.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze nel tuo genere letterario?

Solitamente ambiento le mie storie in luoghi che già conosco, studiando comunque fatti, leggende e usanze del posto.

- Come vivi la stesura del libro, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall'esterno?

Vivo la storia dall’esterno ed è come se i personaggi fossero amici che raccontano le loro vicende. L’unico romanzo in cui i lettori hanno trovato nella protagonista molto di me è stato “Il mistero della baita del cervo rosso”

- Quali sono gli elementi per un buon libro giallo?

Sicuramente una trama avvincente e un finale non scontato. Il lettore non deve individuare la risoluzione del caso dall’inizio, deve esserci il colpo di scena.

- Quali sono i pregi e difetti del self-publishing?

Purtroppo molti premi letterari e riviste non prendono in considerazione libri    autopubblicati. Questo è il primo romanzo che pubblico direttamente con Amazon. Il pregio importante è che il libro raggiunge chi acquista in tempi veloci e costi contenuti.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione, metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Emozione perché un altro lavoro è terminato, perché sono riuscita a scrivere un’altra storia. Allo stesso tempo timore di deludere il lettore.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo ultimo libro pubblicato oppure di quello in uscita?

“L’urlo delle stelle” è il seguito di “Silenzio in Arcadia”, anche se le due storie hanno trame ben definite, scritto durante i vari periodi di lockdown, quelli in cui non potevo salire sulle mie amate montagne. Con questo romanzo voglio far conoscere al lettore le montagne ossolane, la bellissima cittadina di Domodossola e soprattutto grazie ai protagonisti potevo percorrere i sentieri a me tanto amati, anche se costretta a rimanere chiusa in casa.

Grazie Elisa per la tua disponibilità a rispondere a queste mie domande.

Dalla Val d'Ossola al momento è tutto

 Alla prossima 😉

Domani per il ROMANCE avremo Belle Landa e il suo amico Morrison .

© Silvana Casetti

ROMANCE

Serena Timossi Romance

Pronti a conoscere Serena Timossi, autrice di "A New York non ci sono stelle"?

Io, come molti di voi , non la conoscevo e, leggendo le risposte alle mie domande, mi sono accorta di quante cose abbiamo in comune pur essendo di città e generazioni diverse. Quali sono? … scopritelo voi … gli indizi sono sport e macchina fotografica con annessi e connessi.

-Ciao Serena, cosa ci racconti di te?

Sono nata a Genova, mi sono laureata in Lingue (Turismo Culturale), lavoro come assistente di Direzione e collaboro dal 2010 con la redazione calcistica di Sampdorianews.net. Nel tempo libero mi dedico alle mie passioni: viaggiare, scrivere, leggere e fotografare. Sono una travel blogger (il mio sito è www.sognandoviaggi.com) e da qualche mese ho fondato un blog di libri,      sognandolibriblog.wordpress.com, interagendo attraverso il mio profilo Instagram      @sognandolibri_blog con chi condivide con me la passione per la lettura, in particolare i romance. Sono una sognatrice, romantica e ottimista, perennemente di corsa per cercare di dare spazio alle mie passioni nonostante trascorra fuori casa circa dieci ore al giorno!

- Quando e cosa ti ha spinto a decidere di scrivere romance?

La scrittura ha sempre fatto parte della mia vita, anche se mi sono sempre dedicata agli articoli sportivi (il calcio è una delle mie grandi passioni) e ai racconti di viaggio. Scrivere un romance era uno dei miei sogni nel cassetto, tuttavia, trascorrendo molte ore fuori casa per lavoro, mi sembrava di non avere mai il tempo né l'idea giusta. Tutto è cambiato durante il lockdown: ho iniziato a scrivere e non mi sono più fermata. La scrittura mi ha permesso di continuare a viaggiare, di distrarmi, di coltivare speranza. Amo i chick-lit, le commedie romantiche, tutto ciò che fa emozionare e strappa un sorriso. Mio marito mi ha spinto a inviare il manoscritto a una casa editrice... e una nuova avventura è cominciata!

-Quindi pensi di scrivere solo Romance?

Il romance è il genere che è più nelle mie corde, amo scrivere romanzi rosa spensierati e frizzanti, commedie romantiche che spero riescano a regalare un sorriso… e a fare sognare! Per il resto, da una decina di anni scrivo articoli calcistici per un noto portale e racconti di viaggio per il mio sito, Sognandoviaggi.com.

- Qualisono i tuoi autori o autrici preferiti sia da bambina che da adulta?

Mi sono appassionata alla lettura sin dalle elementari e la mia autrice preferita è Jane Austen. Ho letto per la prima volta “Orgoglio e pregiudizio” alle medie e ne rimasi così colpita da scegliere come argomento della tesi di laurea l'analisi dei personaggi femminili presenti in quel romanzo. Tra gli autori contemporanei, amo Lucinda Riley, Corina Bomann, Karen Swan, Cassandra Rocca, Felicia Kingsley, Anna Premoli e, parlando di altri generi, Ken Follett e Joel Dicker.

- Quali sono le forme d'arte che preferisci oltre la scrittura e perché?

Sono un'appassionata di arte, infatti la specializzazione che ho scelto alla facoltà di Lingue è Turismo Culturale. Amo la pittura, la scultura e la fotografia (soffro di scatto compulsivo in viaggio!). Senza dimenticare la musica e la danza. L'arte esercita da sempre un grande fascino su di me e nei miei viaggi cerco di apprezzarla dal vivo in tutte le sue sfumature.

- Hai incontrato molte difficoltà all'inizio e come va ora?

Il mio primo romanzo è stato accolto con entusiasmo dalla Blueberry Edizioni, che mi ha dato grande fiducia nonostante fossi un'esordiente. Trovare una casa editrice che supporta le proprie autrici e crede nei loro stessi sogni è stato un magnifico inizio. La difficoltà iniziale è sicuramente farsi conoscere in un mondo popolato da moltissime pubblicazioni settimanali, ma mi sembra di vivere ancora un sogno! Ogni recensione, ogni commento positivo, mi emoziona e, lo ammetto, a volte mi commuove.

- Come viene l'ispirazione per una storia e, successivamente, come si svolge il tuo personale processo creativo?

L'ispirazioe  arriva      inaspettatamente, a volte basta una frase o una canzone per innescare l'idea giusta. Scrivo assecondando la mia ispirazione, ci sono giorni in cui non accendo il PC e altri in cui scrivo per ore senza accorgermene. La fase di editing per me è molto più lunga di quella creativa: rileggo, cancello, aggiungo, riscrivo finché non mi sento pronta a premere il tasto “Invia”. Ho impiegato un mese a ultimare la prima stesura di “A New York non ci sono stelle”, ma l'ho inviato alla casa editrice circa sei mesi dopo, emozionata come se mio figlio stesse per lasciare il nido e volare libero.

- Quanto è importante studio e ricerca di ambienti e usanze in un romance?

Studio e ricerca sono fondamentali: bisogna scrivere di ciò che si conosce e, se si desidera ambientare il proprio romanzo in una location in cui non siamo mai stati, documentarci in maniera approfondita. In questo, essere una viaggiatrice seriale mi aiuta molto: il viaggio per me inizia proprio quando lo si progetta! Lo stesso vale per i personaggi: fare ricerche sul loro lavoro, sulla quotidianità e le usanze del luogo in cui vivono è importante per creare un romanzo che poggi su basi solide.

- Quando e come viene deciso il tipo di POV da usare in una storia?

È importante scegliere un POV funzionale alla storia: la terza persona in “A New York non ci sono stelle” mi ha permesso di fare conoscere le voci di tutti i personaggi e di svelare a poco a poco alcuni aspetti sino a un colpo di scena che un narratore interno non mi avrebbe consentito di preparare con la stessa efficacia. In altri tipi di romance, ad esempio gli hate-to-love o i chick-lit puri, talvolta la narrazione è più efficace in prima persona o con il doppio POV. L'importante è avere chiaro all'inizio cosa si voglia comunicare, altrimenti si rischia di fare il lavoro due volte.

- Come vivi la stesura del romanzo, ti immedesimi nei personaggi oppure è come se assistessi alla storia dall'esterno?

Mi immedesimo al punto che quando la storia giunge al termine mi sembra di salutare degli amici, delle persone che ho conosciuto realmente. Il mio primo romanzo è riuscito a farmi dimenticare il periodo di pandemia che stavamo, e stiamo, vivendo. Quando ero in compagnia dei miei personaggi ero a New York e vivevo la loro vita frizzante e frenetica, non chiusa in casa in attesa che il lockdown finisse. Scrivere consente di vivere mille vile e può essere davvero terapeutico, così come leggere!

- Quali sono gli elementi per un buon Romance?

Una buona padronanza della lingua italiana e delle regole grammaticali, innanzitutto. Fondamentale anche creare una trama senza “buchi”, personaggi realistici e approfonditi e cercare di creare nel lettore l'illusione che tutto ciò che sta accadendo sia possibile, reale. Un buon romance fa sognare e ci pone in una dimensione magica di fiducia tra lettore e autore, dalla quale è difficile staccarsi. Il mio consiglio è di essere umili, perché abbiamo sempre da imparare, e di leggere molto: solo conoscendo a fondo un genere letterario nelle sue dinamiche, nei suoi schemi e nelle sue regole non scritte, potremo realizzare una storia che valga la pena leggere. Non è semplice, ma con tenacia e passione ci si può riuscire!

-Cosa pensi del self-publishing?

Non ho mai sperimentato il self-publishing, perché per il mio primo romanzo ho scelto di affidarmi a una casa editrice che, da lettrice e book blogger, mi trasmetteva passione per i romance e cura nei confronti delle proprie autrici e sono felice della scelta. In self ho letto autrici bravissime, credo sia una strada vantaggiosa se la si percorre occupandosi di tutti gli aspetti con attenzione: occorre il supporto di un editor affinché la storia funzioni, di un grafico per creare una copertina accattivante e soprattutto sapersi promuovere, magari chiedendo supporto al fantastico mondo delle book blogger; io ne ho conosciuto di splendide: leggono per pura passione e dedicano tanto tempo a recensire, consigliare e supportare le autrici emergenti.

- Che sensazione provi quando, al momento della pubblicazione, metti la tua "creatura" nelle mani dei lettori?

Provo un misto di felicità e di apprensione: per natura, sono una persona molto sensibile e il giudizio degli altri a volte mi intimorisce. Sapere che la mia storia sarà letta da altre persone mi riempie di gioia, ma allo stesso tempo mi crea una certa ansia: vorrei che entrasse nel cuore di tutti, riuscire a trasmettere le stesse sensazioni che ho provato nello scriverla, ma bisogna imparare anche ad accettare le critiche, sempre se educate e costruttive. Di fronte ad alcune recensioni, mi sono persino commossa: è emozionante quando si riesce a trasmettere un po' della magia provata nello scrivere una storia. Potrà sembrare esagerato, ma per me un romanzo è come un figlio e pubblicarlo equivale a fare spiccare il volo ai personaggi creati dalla mia penna, augurandomi possano comunque sentirsi a casa, ovunque andranno.

- Vuoi parlarci brevemente del tuo  romanzo?

Il mio romanzo “A New York non ci sono stelle” è stato pubblicato circa un mese fa ed è disponibile su Amazon in ebook, cartaceo e gratis per chi ha Kindle Unlimited. I protagonisti sono Chloe Price, una wedding planner in fuga dall'amore, e Ethan Browne, fotografo sexy e vagabondo che le indicherà la strada per la felicità attraverso delle lezioni molto speciali. È una commedia romantica ricca di equivoci, situazioni divertenti, amicizia, amore e... segreti. Nell'atmosfera frenetica e romantica di New York, passando per una Las Vegas carica di promesse e una folle corsa in moto negli Hamptons, la protagonista scoprirà che la vita ha sempre in serbo un colpo di scena! L'affetto con cui il romanzo è stato accolto mi sta facendo pensare a uno spin-off su uno dei personaggi secondari, chissà... Perché un sogno tira l'altro e ho imparato che i sogni non vanno chiusi a chiave in un cassetto: le fantasie devono volare libere!

Grazie Serena , è stato un piacere e una sorpresa scoprire ciò che ci accomuna. Ti auguro il meglio in questo mondo tutto rosa.

Alla prossima 😉

Vi ricordo che SABATO 6 Agosto avremo per i MULTICOLOR , Elisa Contardi un'altra mia conterranea .

DOMENICA 7 Agosto , avremo invece Belle Landa col suo amico Morrison .

© Silvana Casetti

RAVEN DUE ANIME

RAVEN- DUE ANIME

Inauguriamo la rubrica delle "Interviste Doppie", dedicata a chi scrive romanzi a 4 mani, con due autrici amiche ma che, solitamente, scrivono generi diversi .

Parliamo di Sara Pratesi, che conosciamo per i suoi Romance romantici e divertenti, e Marzia Adelfio che pare sia più portata per scritture di genere paranormale .

Cosa poteva uscirne se non un paranormal romance? 

Ma lasciamo a loro la parola su come è nato il loro

"RAVEN - DUE ANIME"

-Come nasce l'idea di scrivere in coppia?

Marzia: Io e Sara siamo legate da un’amicizia lunghissima, abbiamo iniziato a scrivere in coppia molti anni fa e sapevamo già di trovarci bene e divertirci. Quando ho deciso di buttarmi anche io nel mondo dell’editoria la prima cosa che abbiamo voluto fare è stato tornare a scrivere insieme come una volta.

Sara: Marzia l’ho conosciuta ormai diversi anni fa, sempre nel mondo della scrittura (ai tempi c’erano i blog) e ci seguivamo. Avevamo già scritto insieme allora, poi purtroppo le nostre strade si sono divise, ci siamo perse senza un motivo vero e proprio. Poi, un anno fa, ci siamo risentite e tutto è tornato come allora, perciò è venuto in automatico decidere di scrivere un libro insieme e le ho proposto il mio raccontino di tre pagine per farne un romanzo, cioè: Raven 

-Come si decide con chi scrivere a 4 mani?

Marzia: Per scrivere a quattro mani secondo me è essenziale trovare quella persona con cui si ha una sintonia e un’amicizia solida, perché vanno contate anche le possibili divergenze creative che si possono incontrare. È necessario prima di tutto il rispetto per l’altro, come in ogni cosa, e bisogna essere disposti a mettersi in gioco e in discussione; se trovi una persona che ti sostiene e ti incoraggia allora diventa semplice anche uscire dalla comfort zone e sperimentare un genere diverso o uno stile diverso. Noi siamo state fortunate perché, anche nella quotidianità, spesso una inizia una frase e l’altra la termina oppure ci troviamo a pensare e a scriverci la stessa cosa nello stesso momento, questa è l’entità del nostro legame.

Sara: quando c’è una sintonia tale e scrivere insieme è un divertimento. Con Marzia tutto ciò viene naturale. Direi che riassumendo l’essenziale è: rispetto, sintonia e voglia di mettersi in gioco.

-Mi incuriosisce sapere se scrivete sempre a distanza tramite scambio file o come fate

Marzia: Essendo io in Lombardia e Sara in Toscana, la distanza è la nostra maledizione. Per scrivere Raven abbiamo creato un file word che ci passavamo via chat.

Sara: Causa distanza sì, siamo state costrette a scambiarci il file word. Passavamo (e tutt’ora è così) ore al telefono, definendo la trama e i personaggi. Abbiamo fatto una cartella drive condivisa e abbiamo fatto una scaletta dividendoci i capitoli da scrivere. Poi, una volta scritti, ce li passavamo.

-Ora parliamo del vostro ultimo libro "Raven", come è nato e perché proprio un paranormal romance?

Marzia: Credo che la scelta del genere sia nata per unire i nostri mondi, se ha senso. Sara scrive benissimo d’amore e io sono una patita del paranormale e delle atmosfere cupe, un paranormal romance ci è sembrata la scelta migliore per uscire un po’ entrambe dalla nostra comfort zone ma non così tanto da farci sentire a disagio o da renderne la stesura un incubo. Piccoli passi 😊 L’idea del romanzo invece è nata da un racconto breve che Sara aveva scritto per un’antologia (sempre che io non ricordi male), un giorno me ne ha parlato al telefono e abbiamo deciso di svilupparlo in quello che poi è diventato "Raven – due anime".

Sara: Marzia ha già risposto per me in modo esaustivo. Come ha detto, Raven era un mio racconto breve inserito all’interno di un’antologia di beneficienza, erano anni che avrei voluto sviluppare quella storia abbozzata e così l’ho fatta leggere a Marzia a cui è piaciuta, pertanto siamo partite col progetto di renderlo un romanzo.

-Come si è svolta la stesura, è stato complicato scriverlo?

Marzia: Per nulla, credo che sia stata la cosa più semplice che io abbia mai fatto. Per certi versi, se si trova la persona giusta, scrivere in coppia è persino più facile che scrivere da soli. Organizzavamo delle “riunioni” telefoniche per stendere una scaletta e dividerci i capitoli da scrivere, in questo modo, quando il file arrivava in mano di una o dell’altra, sapevamo sempre cosa doveva succedere nel capitolo da scrivere. Quelle rare volte che una delle due si è bloccata c’era sempre l’altra a incoraggiarla e sostenerla, siamo state una vera e propria squadra, come lo siamo anche nella vita fuori dai romanzi. È stata un’esperienza che ci piacerebbe ripetere al più presto!

Sara: è stato molto semplice e spontaneo. Io e Marzia abbiamo molta affinità e le idee spesse erano le medesime.    Sicuramente un’esperienza da ripetere!

-A chi è rivolto il vostro libro e perché lo dovremmo leggere? I punti di forza quali sono?

Marzia: "Raven" è un romanzo che tratta dei temi molto importanti, come l’amore ostacolato dalle differenze sociali, la violenza sulle donne, l’amicizia, la voglia di riscatto e di libertà e il superamento delle paure in nome dell’essere liberi. Credo che i suoi punti di forza siano proprio i temi che racchiude; spesso si pensa che generi come il paranormal o il fantasy non possano trattare tematiche importanti o reali solo perché hanno una componente soprannaturale, ma non è affatto vero.

Sara: questo libro è rivolto alle persone che credono all’amore, che amano le atmosfere gotiche. Non è la solita storia d’amore, perciò se ci si aspetta di trovare la tipica storia di un rosa, no, si resterà delusi. Non è un rosa e non è l’amore il protagonista indiscusso (sebbene sia un tassello fondamentale), ci siamo concentrate sulle scene più di tensioni, paranormali, quelli che, in teoria, dovrebbero lasciare il lettore col fiato sospeso.

-Parlateci liberamente del vostro libro.

Marzia: "Raven – due anime" è uscito il 19 luglio, è un romanzo che parla di uno scrittore affermato alle prese con una crisi di identità, sia personale che artistica. Theo fatica a sentirsi libero nel suo mondo, sebbene abbia realizzato il suo sogno di diventare un autore, abbia una bella moglie e tutto quello che un uomo potrebbe desiderare. All’inizio della storia incontriamo un Theo che si sente soffocare da questa vita, che vorrebbe altro ma non sa bene cosa, finché una sera gli capitano tra le mani un pettinino fermacapelli antico e un volantino pubblicitario di un piccolo paesello svedese. Da quel momento prenderà delle decisioni che cambieranno la sua vita per sempre, complice anche una bellissima donna, creata di mille sfumature, che gli farà visita in sogno. Quello di Theo è un viaggio non solo geografico ma anche artistico e spirituale, cambiare vita lo porterà a scoprire più cose di se stesso di quante ne potesse anche solo immaginare e finirà per scrivere il libro che ha sempre desiderato pubblicare. Scrivere questo romanzo ci ha emozionate molto, speriamo che possa dare lo stesso anche a chiunque sceglierà di leggerlo.

Sara: Oddio, non so bene cos’altro aggiungere a ciò che ha già detto Marzia. Il romanzo è speciale per me, Theo è uno scrittore scontento della sua vita che scoprirà un’altra vita. Il suo è un percorso tortuoso che gli farà pensare in più occasioni di essere impazzito. Un viaggio dentro se stesso, tra vite passate e presenti, che gli farà scoprire chi è lui davvero e quale sia il vero amore.

Grazie mille Marzia e Sara per aver preso parte a questa mia nuova iniziativa e buona fortuna a "Raven - due anime"

alla prossima 😉

© Silvana Casetti

RECENSIONI ROMANCE

Pubblicherò una recensione ogniqualvolta avrò finito di leggere un bel romanzo rosa possibilmente divertente e scacciapensieri.

Il buongiorno si vede da ... Seth

Eccomi qui , appena terminato di leggere questo romanzo che mi ha stupito... Come mai? Perché quando ti accingi a leggere un romanzo del quale già sai tutti i dialoghi tendi ad essere un pochino scettica e pensi : "Mah! La storia già la so, finisce che mi annoio" ... Mai pensiero fu più sbagliato perché, quando hai a che fare con Federica Leone, nulla è mai come sembra . È talmente brava a scrivere che , solo scambiando il POV dei protagonisti, ti fa leggere un romanzo completamente nuovo e ti ritrovi nuovamente a ridere, commuoverti e incavolarti. Certo, i dialoghi sono gli stessi ma la visione è tutta diversa perché questa volta è la storia di Seth che si innamora di Zoe e, lungo questo percorso , conosciamo nuovi personaggi, altri li ritroviamo se possibile più str.... , incappiamo in situazioni diverse che ci portano a leggere tutto con la stessa attenzione della prima volta in "Il buongiorno si vede dal vicino" .

Ci sono Zoe e Seth ma lui non è più soltanto il vicino di Zoe arrogante, insolente e sciupafemmine che si diverte a scandalizzare Zoe. Decisamente no , è un ragazzo di 27 anni annoiato dalla vita da playboy che , non appena posa lo sguardo su di lei, si trova a fare i conti con emozioni nuove mai provate prima che non riesce o non vuole definire perché ha una paura fottuta di capitolare a quel curioso sentimento chiamato amore, così fa lo sbruffone per non perdere la faccia di fronte a quella strana ragazza così diversa dalle solite disinibite e disponibili che frequenta.

Ed è qui che entrano in scena il cugino Bryan e la nonna che ha cresciuto entrambi . E si sa , le nonne sono un bene prezioso che dispensano saggi consigli. Seth si ritrova così a ricordare il grande amore dei nonni durato una vita e ciò che la nonna ha sempre detto : "se è amore vero gli occhi devono brillare e il sorriso mai mancare" . E a Seth brillano gli occhi e sorride tanto con Zoe ma non cederà così facilmente anche se si scoprirà geloso di John , anche se non farà che pensare a lei , anche se ... fino al punto in cui si siederà alla finestra a suonare la chitarra e , come nel romanzo precedente , galeotta fu Moon River e chi la scrisse ... da quel momento è un crescendo di sentimenti destabilizzanti per lui che non si è mai trovato nella situazione di voler proteggere e difendere una donna che frequenta portandolo anche a comportamenti inusuali e azzardati che pian piano, passando da Heather la vipera , Lemann il viscido , Bryan che cominciamo a conoscere in previsione del prossimo romanzo e la mitica nonna , gli faranno capire di essersi innamorato.

Se ne "Il buongiorno si vede dal vicino" ci troviamo a fare i conti con Lemann che sfrutta il lavoro altrui per prendersene i meriti, in "Il buongiorno si vede da Seth" si approfondisce il concetto contrario specialmente quando Seth sacrifica il suo amore per Zoe e la propria felicità per non gettare alle ortiche il lavoro di tanti anni che gli ha permesso di fare brillare e dare i giusti meriti ad altre menti geniali come la sua. Ma il vero amore non svanisce su un taxi che si allontana , è solamente un lancio nel vuoto senza paracadute, non puoi evitare di schiantarti a terra , devi però accettare tutte le conseguenze delle tue azioni verso la persona amata e decidere consapevolmente se vuoi finire col cuore spezzato in due oppure riunire quei 2 cuori che si sono trovati per battere all'unisono.

5🌟 con la lode perché trovo che Federica sia stata geniale a scrivere la stessa storia d'amore in due romanzi decisamente diversi. Per una volta tutto il percorso è raccontato prima da Zoe poi da Seth ed è assolutamente sorprendente come le cose combacino nell' essere diverse. Quindi , in conclusione, non siate perplessi e, se già non l'avete fatto, buttatevi senza timore a leggere anche la versione di Seth perché non ve ne pentirete.

Come?... Ehm! ... anche questa volta ho letto i messaggi sul cellulare di Seth ... "Ma , Silvy , ancoraaaaa?! "... Già ... ari - ooopppsss! 🤭

Alla prossima 😉

Il buongiorno si vede dal vicino

Un titolo del genere non poteva fare altro che attirare la mia attenzione... come sarà mai questo vicino di casa!?! Ovviamente il chi è relativo perché qui è la sostanza che conta .

Certo la povera Zoe non è abituata a cotanta beltà e , dopo un primo incontro alquanto bizzarro con coso , scintille che scoccano , porte sbattute in faccia, urli di disperazione e conseguente violazione di domicilio dalla finestra che da sulla scala antincendio, cosa potevo aspettarmi se non di ridere quasi ad ogni pagina .

E mentre io mi divertivo Zoe , fidanzata con tal John aspirante governatore ma poco attento in generale al benessere della sua futura moglie, si ritrova nei momenti più inopportuni ad avere pensieri dispettosi e maliziosi su quel gran pezzo di figo di Seth che è oltremodo indisponente, arrogante, strafottente e con la battutina piccante sempre sulla punta della lingua .

Ma lei resiste , non può cedere perché lei ha John , lei è una persona seria con dei principi ed è convinta di potercela fare. Che fare quando troverà Seth inaspettatamente al lavoro e sarà costretta a dover lavorare in team con lui? Non sarà affatto facile ma continuerà strenuamente a resistere finché ...Galeotta fu Moon River e chi la scrisse ... Una cosa simile deve averla già detta qualcun altro 😉 ... una chitarra , il cornicione di una finestra ... anche questa mi ricorda qualcosa 🤔 ... vabbè, torniamo a noi.

Le cose non saranno così semplici e prima di imparare a volare e dare finalmente ascolto ai suoi desideri, Zoe dovrà fare i conti con quella che è stata la sua vita fino ad allora mettendo in chiaro situazioni da chiudere una volta per tutte. Solo i quel momento potrà spiccare il volo verso emozioni sopite e sconosciute che la faranno arrivare fino alle stelle . Sarà come fare un giro molto lungo su una giostra di quelle che ti portano su, su, su in alto per poi cadere giù in picchiata all'improvviso perché l'amore è così.

Una giostra sulla quale ci saranno anche altri personaggi che ti faranno sorridere e arrabbiare.

Di John non vale la pena sprecare altre parole.

Di Heather vogliamo parlare? No, certe streghe non meritano visibilità

Del professor Lemann?... naahhh!!!

C’é anche Kayla che è simpatica , forse un po' pazzerella ma di lei, forse, sentiremo parlare ancora

 E Bryan ? Vuoi vedere che torna da uno dei suoi viaggi!?!

Ma Seth ?... di lui non vi ho detto molto ... Come mai?... Perché questa è la storia raccontata da Zoe e per sapere cosa ne pensa Seth non vi rimane altro che ascoltare anche la sua campana ne "Il buongiorno si vede da ...Seth" ... e fate in fretta perché sta tornando il cugino Bryan 😉

5🌟 a Federica perché ho riso tanto , perché è un romanzo divertente, frizzantino ma , come nella maggior parte dei romance divertenti, puoi trovare tematiche spinose che qui vengono raccontate in modo leggero ma fanno comunque riflettere.

Mi sono anche un pochino commossa a leggere alcuni messaggi sul telefono di Zoe. "Ma Silvy , e la privacy ?" 🤭 ooopppssss!!!

Alla prossima 😉